PER IL BENE
DEL PAESE
E DELLA SINISTRA
BEPPE LOPEZ
[dal blog su ilfattoquotidiano.it]
La tendenza alla mimetizzazione e la pretesa dell’egemonia costituiscono probabilmente le caratteristiche fondamentali – incancellabilmente contraddittorie – della gran parte dei “dirigenti” eredi e orfani del vecchio Pci, primo fra tutti “il Migliore” Massimo D’Alema. Anziché spogliarsi finalmente della pesante e devastante eredità togliattiana (con il calcolo politico che faceva premio su tutto) e rivendicare con orgoglio il ruolo comunque assunto dal Pci nella difesa e nell’emancipazione della classe operaia italiana, essi dalla fine anni Novanta si sono vergognati di essere stati comunisti (sino a negarlo, con ignominiosa spudoratezza) ma hanno continuato di fatto a praticare il metodo togliattiano (questo, sì, addirittura rivendicandolo).
Si spiega così – dopo la sincera e commossa parentesi di Occhetto, considerato un incapace, cioè indegno della lezione togliattiana, da D’Alema – l’ostinazione a chiamarsi, intenzionalmente e vagamente, “Partito Democratico di Sinistra” e poi “Democratici di Sinistra”, il primo “ideologicamente legato ai valori della socialdemocrazia” e il secondo “appartenente all’area della sinistra democratica e ideologicamente legato ai valori della socialdemocrazia”, ma mai avendo il coraggio, la coerenza e la trasparenza di richiamarsi nel nome al socialismo o alla socialdemocrazia, pur approdando al Partito Socialista Europeo...







