Montati
MARA CARFAGNA
"Sto lavorando perché ci sia una donna premier, le donne se lo meritano".
(la Repubblica, 31 ottobre 2008)
- Montati/continua
- data: 31/10/2008 18.04.43
"Sto lavorando perché ci sia una donna premier, le donne se lo meritano".
(la Repubblica, 31 ottobre 2008)
"Oggi eleggeremo comunque un presidente, che sarà un uomo dell'opposzione come prevede il patto Gentiloni, ma non quello che viene imposto dall'opposizione".
(il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, a proposito dell'elezione del presidente della Commissione di vigilanza Rai, nelle agenzie del 13 novembre 2008)
... Nel settembre di quest’anno, la Camera dei deputati ha «lavorato», nel senso di aver condotto un dibattito con votazioni in Aula, appena nove giorni. Erano stati 13 nel settembre scorso, quando a presiedere c’era il comunista Fausto Bertinotti. Uguale ritmo ad ottobre: anche per via delle convocazioni straordinarie per eleggere il giudice costituzionale sono state 15 le sedute finora svoltesi a Montecitorio, compresa quella di ieri mattina; sono state 21 le sedute di ottobre 2007. Ieri, nonostante fosse lunedì, la Camera era stata convocata per dedicarsi a un grande tema come la riforma della legge elettorale europea. Deputati intervenuti, tra mattina e pomeriggio: ventisei. Corridoi vuoti. Buvette deserta. C’erano all’inizio il relatore Giuseppe Calderisi e il ministro Roberto Calderoli. Arturo Parisi ha aperto la discussione per conto del Pd, con il professor Salvatore Vassallo e Pino Pisicchio. Ascoltava Massimo D’Alema. Per la maggioranza, sono intervenuti Giorgio Stracquadanio, Iole Santelli e Fabio Rampelli... Il presidente della Camera era reduce da un aspro braccio di ferro per imporre il cosiddetto Schema Fini che prevede cinque sedute piene a settimana (dal lunedì pomeriggio al venerdì mattina; 85 le ore di lavoro previsto) e poi una settimana «bianca» per «curare il territorio» ogni tre d’Aula a Roma. E così annunciò, al termine di una gloriosa riunione dei capigruppo: «Da settembre, si lavora cinque giorni su sette». Era il 4 giugno. I capigruppo apprezzarono lo Schema. Lo votarono persino. E poi, all’italica maniera, non successe nulla. «Di settimana lunga se ne parla dopo Natale», è ora la spiegazione ufficiale che viene dallo staff della presidenza. «L’esperimento resta in piedi, c’è un interesse generale. Ma è in corso la sessione di bilancio e non si può fare». La «sessione di bilancio»: significa che i deputati hanno da esaminare la Finanziaria, con i testi allegati. Ed è un lavoro che tradizionalmente occupa il Parlamento per i mesi dell’autunno. Ci sarebbe pure uno specifico codicillo del regolamento, l’articolo 23, comma dieci, che regola i lavori. Ma forse, il 4 giugno, quando trionfalmente annunciarono l’introduzione della settimana lunga, se l’erano dimenticata, la Finanziaria? ...«Altro che lavorare di venerdì. Qui la Camera si squaglia già il giovedì all’ora di pranzo». Roberto Giachetti, Pd, è un noto rompiscatole che s’è formato alla scuola di Pannella. «Sarà forse un caso, ma da quando la maggioranza è andata sotto un paio di volte, ed è sempre è accaduto di giovedì pomeriggio, regolarmente si arriva a un certo punto e poi si rinvia alla settimana prossima». E’ stato proprio Giachetti, il mercoledì che s’è votato il decreto Alitalia ad aver sollevato il caso delle presenze e delle assenze. «Alle 15, il governo ha incassato un voto di fiducia. Alle 19, la maggioranza non avrebbe potuto nemmeno garantire il numero legale».
(da La Stampa, 28 ottobre 2008)
E' giusto che "il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente?".
(se lo domanda retoricamente sul suo blog - a proposito della ministra berlusconiana Mara Carfagna - il giornalista voluto e fatto prima senatore e poi deputato da Berlusconi, dal Corriere della Sera del 4 novembre 2008)
"Crociato della bellezza, fanatico del dialogo, autore di poesie simiglianti agli haiku giapponesi, terrorizzato dall'idea di volare, commosso oìfficiante del pensiero di Berlusconi e sempre pervaso da tale mitezza da essere fin dall'adolescenza soprannominato 'il frate'... Il ministro, sempre stato fra i più bravi nell'arte politica di tenersi in bilico tra il sublime e il ridicolo ma davvero insuperabile in quanto a umiltà...
(intervista al neo-ministro dei beni cultiurali, Magazine del Corriere della Sera, 12 giugno 2008)
"Io non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica. Del fascismo rifiuto le leggi razziali, l'alleanza con Hitler e l'ingresso in guerra, ma mi piace la capacità che aveva di assicurare l'ordine, garantendo la sicurezza dei cittadini".
(l'ex-portiere del Torino e dell'Atletico Madrid, in un'intervista a Sportweek, 27 settembre 2008)
... Cioè, in altre parole: Walter Veltroni non è arrivato dove è arrivato solo perché figlio di Vittorio, storico dirigente Rai, primo direttore del primo telegiornale. Massimo D’Alema non è quello che è solo perché figlio di Giuseppe, funzionario Pci, deputato tra il ’68 e l’83. Dario Franceschini non è Dario Franceschini solo perché figlio di Giorgio, tra i fondatori della Dc e deputato negli anni Cinquanta. Rosa Russo Iervolino non è la Iervolino solo perché figlia di Maria De Unterrichter, eletta alla Costituente del ’46, deputato dal ’48 al ’63, più volte sottosegretario, nonché di Angelo Raffaele Jervolino, a sua volta membro della Costituente, poi deputato, senatore, ministro Dc. Matteo Colaninno non sta ai vertici Pd solo perché figlio di Roberto, industriale, finanziere, nuovo padrone di Alitalia. Così Andreatta Junior, Filippo: non sta ai vertici di Finmeccanica e del nuovo Pd solo perché figlio del compianto economista, maestro di Prodi, Beniamino. Cristiano Di Pietro non è un nuovo capo dell’Italia dei Valori solo perché figlio di Tonino. Luca Sofri, che scrive anche su l’Unità, non è Luca Sofri soltanto perché figlio di Adriano. Daniela Cardinale non ha raccolto quello che ha raccolto solo perché figlia di Salvatore, deputato Dc dall’87 al ’94, poi ministro delle Comunicazioni nei governi D’Alema e D’Amato. Bianca Berlinguer, mezzobusto Tg3, non sta lì solo perché figlia di Enrico, glorioso segretario Pci...
(da il Giornale, 28 ottobre 2008)
"Nel calcio cerchiamo di battere il Camerun oppure di pareggiare aumm aumm".
(il commentatore Rai alle Olimpiadi di Pechino sulle convenienze della Nazionale azzurra per il passaggio del turno di qualificazione, dal Corriere della Sera, 13 agosto 2008)
Gli schermi televisivi della Rai tornano ad offrire il volto di Fabio Fazio, il quale ha pensato bene di far entrare - ieri sera - nelle case degli italiani una lunga intervista al suo ex datore di lavoro, Tronchetti Provera. Condita ovviamente da finti rimproveri, domande non a trabocchetto, ammiccamenti espliciti e un apprezzamento anche "fisico" da parte di Luciana Littizzetto (che poi, ironia della sorte, negli spot di tutti i giorni di mestiere fa da testimonial a una società telefonica)...
(dall'agenzia Il Velino, 6 ottobre 2008)