L'analisi

UNA FIGURA CHE DE BORTOLI SI/CI POTEVA RISPARMIARE

di BEPPE LOPEZ

  • 06/05/2009 15.06.06

Ferruccio De Bortoli - uno dei più dignitosi direttori di giornali italiani - avrebbe fatto meglio a non prestarsi all'indecente trasmissione televisiva di martedì, messa da Bruno Vespa al servizio di Silvio Berlusconi. Il neo ed ex direttore del Corriere della Sera, vale a dire della più importante testata giornalistica italiana, sapeva benissimo che questa volta non si sarebbe trattato solo dell'ennesima replica di un monologo propagandistico, auto-incensatorio e anti-sinistra, senza contraddittorio e con opportuni, inessenziali e funzionali inserimenti di due "mastini della democrazia" come il morbidissimo direttore del Messaggero e l'autosufficiente giornalista bertinottiano.


De Bortoli sapeva perfettamente che quella trasmissione, stavolta, era stata commissionata e preparata - ed è stata, al solito, abilmente condotta - rigorosamente "su misura" dell'emergenza mediatica e pre-giudiziaria del premier, per consentirgli nientemeno che di rispondere alla denuncia morale e alla richiesta di divorzio di sua moglie Veronica Lario. Queste cose non si dovrebbero fare, in un Paese e in un giornalismo minimamente civili. E, quando ci sta qualcuno che ha la spudoratezza di farlo, in un Paese nel quale la democrazia e il giornalismo sono umiliati come sono oggi umiliati in Italia, di solito si procede promuovendo alla visibilità nel teatrino mediatico "cronisti politici" e "opinionisti" di seconda o di terza fascia. Non il direttore del Corriere della Sera

De Bortoli, almeno per evitare la situazione di imbarazzo e di disagio nella quale si sarebbe inevitabilmente trovato (e in cui, a suo stesso dire, si è effettivamente trovato), avrebbe dovuto declinare l'invito di Vespa per un altro, congruo motivo: l'essere stato riammesso appena un paio di settimane fa alla direzione di via Solferino - dopo esserne stato allontanato anni fa proprio su pressione di Berlusconi, anche allora presidente del Consiglio, insofferente di un Corriere corretto e autonomo sulla "questione morale" e sul conflitto di interessi - sulla base di un accordo all'interno del salotto bancario-finanziario al quale fa capo la Rcs che aveva visto fra i protagonisti gli amici del Cavaliere (e in particolare il suo banchiere di fiducia, Cesare Geronzi). 

Ovviamente, De Bortoli non risulta essersi improvvisamente convertito al berlusconismo, ma Berlusconi ha acconsentito e, in definitiva, consentito la sua nuova direzione, anche se presumibilmente senza grandi salti di gioia. 

E difatti Berlusconi glielo ha subito ricordato, in apertura di trasmissione, enfatizzando la sua correttezza e serietà a confronto delle "gazzette della sinistra" e in particolare di Repubblica, indicate come covi di falsificatori e diffamatori. De Bortoli ha cercato, molto timidamente, di difendere la categoria, accennando con garbo al fatto che anche lui avrebbe pubblicato la lettera della Lario, salvo consentire a Berlusconi di precisare che non si riferiva alla lettera ma alle "falsificazioni" che l'avrebbero generata e che il Corriere di De Bortoli non avrebbe certamente pubblicato e infatti non ha pubblicato... Anche perché De Bortoli "è un gentiluomo", cinguettavano insieme Berlusconi e Vespa (mentre gli altri...). E poi, a chiudere il cerchio dell'arte della captatio benevolantiae e della seduzione nella quale eccelle il Cavaliere, giù i ringraziamenti e il riconoscimento dell'equilibrio e della correttezza mostrata da De Bortoli nel confezionare e nel mettere in pagina l'intervista esclusiva concessa qualche giorno fa dal marito reprobo a soli due giornali, diretti ambedue da direttori freschi di nomina in pieno regime berlusconiano: appunto il Corriere e La Stampa

Risultato: Vespa, con l'assistenza e la regia del fedele Paolo Bonaiuti e della fedelissima Mity Simonetto, è riuscito a regalare a Berlusconi un vero capolavoro di indisturbato monologo propagandistico mediatico e pre-giudiziario. E il povero De Bortoli si è visto costretto in un format in cui non ha potuto sviluppare il suo dignitoso equilibrio e le sue notorie doti di pur garbato polemista. Anzi, si è dichiarato a disagio, si è mostrato in evidente imbarazzo, ha quasi balbettato... 

E infine, come capita a tutti coloro che fanno qualcosa in cui non credono, ha commesso una gaffe colossale, dando peraltro involontariamente al Cavaliere la possibilità, inaspettata e provvidenziale, di un colpo d'ala retorico che ha elevato il livello di godibilità della trasmissione, sino ad allora noiosa e complessivamente imbarazzata. De Bortoli, ad un certo punto, gli ha improvvidamente suggerito, in quanto figura istituzionale, di non partecipare a «certe feste, dove c’era qualcuno con la maglietta Song’ 'e Napoli». Quel marpione del Cavaliere ha colto la palla al balzo, dando il meglio di sé. Ha infatti rigettato - senza dirlo, ma calcando la mano - l'impostazione un po' classista e radical-chic dell'osservazione debortoliana, difendendo il proprio stile e la propria cifra populista. «Non sarei me stesso, vado tra la gente, parlo con tutti, i cuochi e i tassisti». Anche i telespettatori anti-berlusconiani, a quel punto, non hanno potuto non convenire: qui ha ragione lui e torto De Bortoli... 

Insomma, quella partecipazione televisiva De Bortoli se la doveva risparmiare, risparmiandola anche a chi lo annovera nel meglio - in dignità e autonomia - che lo stato dell'informazione italiana ci riserva in questa sedicente Seconda Repubblica.

Archivio Analisi

Le analisi più recenti

  • RAI, MIRACOLATI
    E "LOGICHE POLITICHE"
    -

    Piazzati dai partiti, elevati alla sommità della carriera dai partiti, retrocessi da partiti o correnti avverse, e reintegrati dal magistrato. Capi

  • "L'INFORMAZIONE NON E' UNA MERCE QUALSIASI" -

    Crisi dei giornali e rischio chiusura per Liberazione. Franco Siddi, segretario della Fnsi, il sindacato dei giornalisti alle prese con un

  • ATTENTI A QUELLA
    MULTA AGLI EDITORI!
    -

    Lasciamo corsi e rincorsi storici ai saccenti. La contestatissima “legge bavaglio” che è stata proposta dal governo Berlusconi va letta ed analizza

  • MENTANA,
    E QUEI 18 ANNI
    COL CAV?
    - www.ilfattoquotidiano.it/blog/blopez/

    Riferisce La Stampa che “non stupiscono” Enrico Mentana le dichiarazioni di Berlusconi sulla libe

  • GIORNALI E GIORNALISTI: COSA NON FUNZIONA -

    Il terzo “incontro del giovedì in redazione” ha per protagonista Beppe Lopez. Barese, classe 1947, una vita intera dedicata al giornalismo: da cron

Commenti

Sono presenti 2 commenti

1 Inserito da rikistra Il 07/05/2009 0.50.17

DOtt. Lopez...ho conosciuto il suo sito dopo una lezione da lei tenuta presso la Sapienza sita in Roma. Il suo scrivere è da oscar, un pò meno le sue forme pregiudiziali nei contenuti, ma lo stesso complimenti!

2 Inserito da maria zappalà Il 16/05/2009 17.22.11

non so fino a che punto De Bortoli fosse in buona fede. Propbabilmente è caduto nel tranello tesogli da Vespa(siano), ma non è certo la prima volta che partecipa alla trasmissione e quando lo fa non è mai se stesso: un uomo che stimo moltissimo, per carità, molto umano e un po' snob. Ma chissà se magari facendo questo piacere a Silvio serpente non ha ottenuto qualcosa, come per es.:la ritira della querela in seguito al fatto degli "avvocaticchi". Anche se lo avesse fatto in fondo, è anche umano desiderare di risolvere un problema anche al prezzo di una figuraccia.

Pubblica un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori.

Privacy

I suoi dati personali saranno trattati nel rispetto di quanto prescritto dal decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 ("Protezione dei dati personali"). I dati personali vengono trattati nell'ambito delle finalità connesse alla gestione dei rapporti con la nostra utenza ed allo sviluppo della nostra attività. I suoi dati personali non saranno utilizzati ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva, a meno che non siate voi stessi ad autorizzarlo.