L'analisi
Il Fatto: più siamo, più il bavaglio si allontana
- 25/06/2009 17.16.21
La campagna di prenotazione degli abbonamenti al nuovo giornale “della sinistra” diretto da Antonio Padellaro – che si aggiunge al Manifesto, all’Unità, a Europa, a Liberazione e all’ultimo arrivato, L’Altro, fondato da Piero Sansonetti e dai vendoliani - ha superato quota 40mila. Il Fatto dovrebbe arrivare in edicola la seconda metà di settembre: sei giorni a settimana al costo di un euro e venti, tranne il lunedì. Avrà 16 pagine a colori.
“Ci siamo. Il conto alla rovescia è cominciato. A settembre, finalmente, avremo un giornale nuovo, libero, tutto nostro e tutto vostro. Un giornale eccentrico, rispetto agli altri”, si legge nella scheda di autopresentazione, per almeno quattro motivi: “1. Perché racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano. 2. Perché non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi. 3. Perché non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito. 4. Perché nascerà solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Nel paese dei giornali senza lettori, mantenuti in vita dai contribuenti, anche e soprattutto da quelli che non li comprerebbero mai, noi faremo il nostro giornale soltanto se avremo un numero di lettori sufficiente per mantenerlo in vita”.
Il Fatto si preannuncia con “una redazione di giovani agguerriti”. Ma soprattutto con Marco Travaglio, che per questo abbandona le pagine dell’Unità, sulle quali aveva cominciato a scrivere nel settembre 2002. L'ultima rubrica quotidiana da lui firmata sul giornale fondato da Antonio Gramsci sarà quella del 30 giugno (e l'Unità ha già fatto sapere che, dopo 15 anni, tornerà a scrivere sulle sue rinnovate colonne l'attore Paolo Villaggio).
“E’ il momento di tornare a farci sentire, le raccolte di firme non bastano più”, sostengono Antonio Padellaro e Marco Travaglio. “Con la controriforma delle intercettazioni e della cronaca giudiziaria, il regime punta a salvare i delinquenti e a privare i cittadini della necessaria informazione: vuole espropriarci di quel diritto che Luigi Einaudi definiva ‘conoscere per eliberare’. Per questo il Fatto Quotidiano ha deciso di esordire in pubblico, prim’ancora di uscire nelle edicole, organizzando subito una notte bianca ‘No Bavaglio’. Perché la ragione sociale del nostro giornale è proprio questa: informare. Ci troveremo tutti insieme la sera di mercoledì 8 luglio a Roma (il luogo lo stiamo scegliendo, per non lasciare fuori nessuno), per incontrarci e dire no alla legge eversiva e golpista del Signor P2 che mira a disarmare la magistratura e a imbavagliare la libera stampa. Inviteremo sul palco giornalisti, scrittori e artisti per un grande happening di protesta, di satira, di testimonianza, ma soprattutto di informazione. Spiegheremo la controriforma nel dettaglio, leggeremo e faremo ascoltare in originale le intercettazioni e le carte giudiziarie, anche inedite, dei grandi scandali politico-finanziari che il regime vuole nascondere ai cittadini. I partiti e i politici di opposizione che vorranno aderire e partecipare tra il pubblico saranno i benvenuti. Tenetevi liberi, invitate gli amici e restate in contatto con i nostri blog: ogni giorno vi aggiorneremo sugli sviluppi dell’iniziativa. Più siamo, più il bavaglio si allontana”.
Commenti
Sono presenti 1 commenti
speriamo sia un buon giornale, portatore di "notizie". I presupposti ci sono tutti. Adesso aspettiamo settembre.
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