FATTI

Imbarazzo e marchette pro-Cairo
Qualcosa si muove al Corriere...

Conflitto di interessi e un po' di confusione sul Corriere: pezzo con foto di una nuova iniziativa editoriale, con "Cairo, presidente di Rcs" nella didascalia. Dunque...

"Così, col nuovo governo possono
ripartire editoria e informazione"

In carrozza, si cambia. Quelle esposte martedì 29 ottobre dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, Andrea Martella, sono vere...

Camilleri, Salvini
e le storture mentali della sinistra

PINO NICOTRI (*)

da blitzquotidiano.it
Due riferimenti ad altrettanti scrittori, tra loro estremamente diversi 1Andrea Camilleri e Oriana...

Giornalisti, nuovo concorso Rai
contestato dai 100 "idonei" del 2015

“Perché fare un nuovo concorso quando una graduatoria è ancora vigente, in base al comma 1096 della legge di bilancio 2018? Legge che cita espressamente...

l'Unità: rivolta dei giornalisti
contro la direzione di Belpietro

Domani dovrebbe essere in edicola lo storico quotidiano comunista "l’Unità", fondato da Gramsci e chiuso nel 2017. Solo per un giorno e firmato da Maurizio Belpietro...

"Perché, per i dibattiti parlamentari
10 e non 5 mln a Radio Radicale?"

“A dicembre abbiamo fatto una proposta di proroga di un anno a 5 milioni di euro. Perché 5 e non 10? Perché le tecnologie consentono di ridurre i costi. Non solo...

"Contro fake news e manipolazioni
mettere al centro la Costituzione"

Beppe Giulietti, presidente della Fnsi, nell'intervista pubblicata su ilbolive.unipd.it, a cura di Daniele Mont D'Arpizio: combattere le fake news con la Costituzione....

Stati generali dell'editoria, una sfida
i giornalisti la raccolgono e rilanciano

I giornalisti raccolgono “la sfida del governo per gli Stati generali dell'editoria, che devono costituire un'occasione per il rilancio dell'occupazione...

Minacce di morte
"Non ce la faccio più"

PAOLO BORROMETI (*)

“Borrometi, il prossimo a morire sei tu” Scrivere per informare ed essere continuamente minacciati di morte. Non se ne può più...

Appello di Reporters Sans Frontieres
sull'arresto di Julian Assange

Le fondateur de Wikileaks a été arrêté à Londres pour violation présumée de sa liberté conditionnelle. Il a été placé en garde à vue le 11 avril...

Par condicio ancora coi monologhi?
No, forse coi confronti all'americana

La par condicio per le prossime elezioni europee? Il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini (Forza Italia), propone che si passi...

Iniziative

AFFAIRE RADIO RADICALE

LA GARA
PER LE DIRETTE
PARLAMENTARI?
E PERCHÉ NON
L’AUTOGESTIONE
O LA RAI?

BEPPE LOPEZ (*)

Non è chiaro se, dopo i circa 300 milioni incartati nell’ultimo venticinquennio, Radio Radicale potrà fare affidamento su ulteriori 24 milioni di euro pubblici nei prossimi tre anni o, di fatto, solo su circa 4 milioni, prima di poter partecipare a una gara di appalto (la prima in venticinque anni) per la trasmissione delle sedute parlamentari. “Entro il 30 aprile”, come pretende Luigi Di Maio. “Entro la prima parte dell’anno”, come prevede anche il sottosegretario al ramo Andrea Martella. Lo capiremo dal testo definitivo della legge di Bilancio. Intanto, è da rilevare che sulla questione, come al solito, sono emersi due campi nettamente contrapposti e sbilanciati. In uno, gli esponenti di quasi tutti i gruppi politici sostengono la radio-partito inventata da Pannella considerandola “servizio pubblico”, pezzo insostituibile delle istituzioni democratiche, “un patrimonio di libertà e di pluralismo da difendere”, e accusando chi vuole togliere o ridurre il contributo ai radicali di essere nemico nientemeno che della Costituzione e del “diritto dei cittadini ad essere informati”. Nell’altro campo, dove ormai milita solitario il M5S, si liquida radicalmente il tentativo di privilegiare e sovvenzionare ancora la creatura di Pannella, oggi in mano a suoi pochissimi eredi, come una “porcata”: Qui si sostiene che quei soldi - mentre il paese fa i conti con tagli e tasse, e il campo dell’informazione, privato dei contributi pubblici, è diventato negli anni uno sterminato cimitero di testate morte abitato da prepensionati, disoccupati e sottoccupati - dovrebbero andare ai cittadini meno privilegiati. Magari “ai terremotati”. In realtà, si rischia di perdere ancora una volta l’occasione per porre la questione in termini più corretti e chiari, sottraendosi al castello di equivoci e manipolazioni abilmente costruito nei decenni da quel gigante del lobbysmo politico in cui si era trasformato col tempo il gigante della politica e della storia italiana che era stato negli anni Sessanta e Settanta, Marco Pannella. Radio Radicale fino all’anno scorso ha continuato a incassare più otto milioni l’anno per la trasmissione delle sedute parlamentari e – con una serie di trucchi e privilegi semplicemente osceni – altri quattro come “radio di partito” ...