AL CACIOCAVALLO
beppe lopez
[dal blog su ilfattoquotidiano.it]
Mingo era esterrefatto. Lui, con la spalla Fabio, voleva solo consegnare un caciocavallo alla ministra dell’Interno Annamaria Cancellieri. “Il provolone”, si leggeva in rete, “sarebbe stato consegnato per ironizzare sulle recenti polemiche sul costo dei braccialetti elettronici per i detenuti”. Insomma “la consegna del formaggio, ovviamente sarcastica da parte del noto duo di Striscia la Notizia, doveva avvenire per ironizzare…”. Solo per ironizzare, per deridere un ministro della Repubblica, a Bari per un vertice sulla sicurezza: e che sarà mai!
Un po’ come per i tapiri. Lo sanno tutti: Antonio Ricci decide di volta in volta a chi dare il tapiro (o il caciocavallo) e lo sventurato di turno ci deve stare, accettando con il sorriso la sentenza del tribunale inappellabile di Striscia. E se un politico o un rappresentante delle istituzioni – come l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, considerato un nemico dichiarato dal padrone di Mediaset e datore di lavoro di Ricci e compagni – si permette non solo di rifiutare il tapiro ma addirittura consente alla scorta di allontanare il portatapiro Staffelli, apriti cielo! Tutti insieme, a cominciare da Ezio Greggio, a gridare allo scandalo e, naturalmente, alla lesa autonomia dell’informazione e della democrazia: come si permettono quegli agenti di impedire fi-si-ca-men-te la consegna del tapiro!
Mingo, come si riporta con sdegno in rete, è stato addirittura “strattonato e spinto dalla polizia”, riportando una contusione alla spalla (finita contro un furgone parcheggiato) e una ferita alla fronte (“Mingo ha sbattuto la testa contro la telecamera che lo riprendeva” gridava in diretta infuriato Greggio). E in effetti l’ardito comico-cronista tentava più volte di “forzare il cordone di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine” e altrettante volte quei cattivoni e violenti di poliziotti cercavano di bloccarlo....




