FATTI

Giulio Mastroianni, uno scomparso da ricordare

E' passato ingiustamente sotto silenzio, nei giorni scorsi, la scomparsa prematura di un giornalista che è stato, in particolare, fra i protagonisti delle "innovazioni" emerse nell'informazione della seconda metà degli anni Settanta (si pensi solo a Panorama, alla Repubblica, ai nuovi giornali locali) e del successivo, contorto periodo di interruzione e distorsione di quel processo innovativo. 
Giulio Mastroianni è deceduto il 6 luglio all'età di 66 anni, dopo una lunga malattia, a Perugia, dove dal 1983 viveva a Perugia insieme alla moglie, la giornalista Annalia Sabelli Fioretti e ai figli Valerio e Giulietta. 
Iniziò giovanissimo la carriera  come praticante nella redazione romana del Telegrafo di Livorno. È  stato poi capo della redazione romana di Abc, inviato di Panorama, cronista giudiziario dell'Avvenire e inviato politico del Messaggero di Roma. 
Nel 1974 è stato uno dei fondatori di Repubblica di cui è diventato redattore capo. Divenne poi direttore del Tirreno di Livorno. Nell’83 ha fondato e diretto fino all'86 il Corriere dell'Umbria, successivamente il Corriere di Arezzo e la Città di Firenze. Negli anni successivi ha diretto la Gazzetta di Rimini e fondato le Gazzette di Cesena, Forlì, Ravenna e San Marino. Dal '96 al '99 è stato direttore del Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto di cui è stato anche consigliere delegato. 
È stato anche docente universitario sia a Trapani che a Lecce. Consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, in rappresentanza dei colleghi umbri, negli ultimi anni il suo impegno si era concentrato soprattutto negli organismi di categoria.