I Fatti

I Kennedy? Arrampicatori, volgari, esibizionisti

di LUCIA ANNUNZIATA (*)

  • 26/08/2009 15.43.06

Dopo tanti anni, e dopo tanti libri, alla morte di Ted, l'ultimo di loro si può finalmente scrivere che i Kennedy erano dei «burini»? Che burini erano proprio la loro bellezza, le loro foto, la loro estetica, cioè tutto ciò che è stato a lungo chiamato il glamour dei Kennedy? Accettare di sminuire questa famiglia non sarebbe una cattiveria - ma solo, e finalmente, una molto necessaria opera di revisione critica di una rilevante parte della cultura del dopoguerra americano ed europeo. È molto difficile, oggi, giorno delle commemorazioni, scrivere seriamente della famiglia Kennedy. Si può prendere la strada della gloria - e troveremo un percorso lastricato di vittorie, dagli eroismi durante la seconda guerra mondiale, alla lotta contro la discriminazione razziale. Oppure si può percorrere la strada degli errori - e cosa è mancato al lato oscuro dei Kennedy, dalla simpatia del patriarca per Hitler, al fallimento della Baia dei Porci e alla stupidità del coinvolgimento in Vietnam? Si può prendere infine la molto battuta strada della «famiglia reale» americana. Camelot, Jackie, le vacanze e la bellezza. E andrebbe bene ugualmente. jackie kennedy Ma quale sia la verità terrena, inalterabile di questa famiglia, rimane sfuggente, se per verità intendiamo ciò che riguarda le persone separate dal loro mito. Il Mito è infatti il vero problema con i Kennedy. Una famiglia che è ormai una produzione della nostra mente più che della loro vita. Noi occidentali, che li abbiamo usati per rappresentare quello che volevamo essere alla fine della devastante seconda guerra mondiale: una nouvelle vague della politica, degli stili di vita, e dei valori democratici. È così interessante riportare i Kennedy alle loro origini, valutarli attraverso gli occhi di chi li vide muovere i primi passi sulla scena politica del paese. E li valutò come dei semplici «nuovi ricchi», e «cattolici», in aggiunta. Quello sguardo, non molto ricordato nelle agiografie, è stato ben re-illuminato da un articolo del 12 agosto del Washington Post, dunque prima della morte di Ted, in cui il quotidiano ricorda come i Kennedy fecero irruzione nella vita pubblica americana, nel segno di una certa volgarità di modi e di intenti. Robert Kennedy «Tre giorni prima che John F. Kennedy vincesse la sua prima campagna politica, le primarie democratiche per l'ottavo distretto di Boston, la famiglia Kennedy convocò una grandissima festa all'Hotel Commodore di Cambridge. Inviti su carta pesante, affitto del salone da ballo, abito da sera obbligatorio. L'idea della grande festa venne subito irrisa dai vecchi politici e le vecchie famiglie di Boston, ma anche da molti consiglieri dello stesso John che pensavano che questo pretenzioso ballo esponesse al ridicolo l'intera famiglia». La cronaca successiva ci racconta che il ballo invece fu un successo, che almeno 1500 signore in abito lungo «anche se affittato» si presentarono e che altre centinaia rimasero fuori sul marciapiedi tanto per farsi vedere. Il ballo, spiega l'autore dell'articolo, segna il momento in cui si rese chiaro che i Kennedy «non solo offrivano alla politica un candidato, ma una sorta di aristocrazia alla cultura pop, di cui anche il cittadino medio poteva sentirsi parte. In una sola serata di glamour la famiglia aveva raccolto intorno a sé le aspirazioni e la immaginazione di una città di immigranti». Quello che oggi a noi appare come una nouvelle vague della politica e dell'estetica, ha le sue radici in una mimetica riproposizione, una elaborata riappropriazione, in questo senso un po' volgare, dei riti e valori delle vecchie élite. Questa élite bianca, protestante, richiusa nei propri riti bancari e commerciali cui i Kennedy apparivano straordinariamente esibizionisti e straordinariamente arrampicatori - intenti a sfoggiare una ricchezza di nuovo conio - ma anche straordinariamente sovversivi nella loro vita e idee comunitarie e liberali, ispirate dalle esperienze della recente immigrazione e dai valori cattolici. Ted Kennedy I Kennedy, dunque, come classe media che ha avuto successo? Ben lontano dall'essere una diminuizione, una tale definizione ci offre una spiegazione molto più seria di altre della loro ininterrotta popolarità. La loro affermazione è infatti l'affermazione della nuova società contro la vecchia aristocrazia dei Bramini di Boston, il club del Mayflower, il peso dei grandi proprietari terrieri quali i Roosvelt. Una funzione di legittimazione che è stata, questa si, storica. E che ha guadagnato ai Kennedy l'unico vero privilegio che ancora detengono: quello di esser l'unica dinastia politica cui tutto viene perdonato. In questo senso, il miglior complimento che il senatore Ted merita, oggi che muore, è quello di aver meglio rappresentato nel molto bene e nei molti errori fatti, la essenza pura, la più eccellente, la più volgare e la più tragica, della sua famiglia.

(*) da La Stampa, 28 agosto 2009

- - -

Ted, santificazione di un vigliacco...

di Dagospia (*)

TED KENNEDY, LA SANTIFICAZIONE DI UN VIGLIACCO CHE LASCIÒ MORIRE ANNEGATA LA SUA AMANTE PER EVITARE LO SCANDALO - ACCUSATO DI OMISSIONE DI SOCCORSO FU CONDANNATO A DUE MESI DI CARCERE, POI SOSPESI - LA LEGGE PREVEDEVA SOLO IL CARCERE OBBLIGATORIO!... 

http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Ricerca?search=Mary+Jo+Kopechne&go=Vai 
Il 18 luglio 1969, dopo una festa sull'isola di Chappaquiduick (Martha's Vineyard) a bordo della sua Oldsmobile Delta 88, Ted uscì di strada all'altezza di Dike Bridge. La macchina cadde in mare e colò a picco. Ted non era solo, ma con una giovane donna, Mary Jo Kopechne, che annegò. Ted, dopo aver tentato di salvarla, tornò al luogo della festa chiedendo aiuto ai parenti della vittima e al suo avvocato prima di avvertire la polizia. Fu un gruppo di pescatori che ritrovò la vettura solo il mattino dopo ripescando anche il corpo della giovane. Solo quando la vettura fu identificata come appartenente a Ted, egli fu interrogato dalla polizia. 
Kennedy fu accusato di omissione di soccorso e condannato a due mesi di carcere, poi sospesi - la legge, per questo reato, prevedeva solo il carcere obbligatorio e non il potere discrezionale di una sospensione della pena. Il procuratore distrettuale Edmund Dinis depositò petizione davanti a un giudice in Pennsylvania per l'esumazione del corpo di Kopechne basata su una testimonianza che vi era del sangue sulla gonna, sulla bocca e nel naso. Il gran giurì Edgartown riaprì l'inchiesta, ma non ha restituito una requisitoria. 
La carriera politica di Ted era comunque compromessa. Quando si ripresentò alle elezioni del 1980 contro il presidente Jimmy Carter, non riuscì a far placare lo scandalo.

(da www.dagospia.com, 26 agosto 2009)

Archivio Fatti

Calendario

Ultimi commenti inseriti

Inserito da piccola ale in (Fenomenologia
della Mazzantini)
Inserito da Lorenzo Chiavetta in (Signor Vespa, si scusi
con gli italiani)
Inserito da Lorenzo Chiavetta in (Il Fatto: più siamo, più il bavaglio si allontana)

Commenti

Pubblica un commento

I campi con l'asterisco (*) sono obbligatori.

Privacy

I suoi dati personali saranno trattati nel rispetto di quanto prescritto dal decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 ("Protezione dei dati personali"). I dati personali vengono trattati nell'ambito delle finalità connesse alla gestione dei rapporti con la nostra utenza ed allo sviluppo della nostra attività. I suoi dati personali non saranno utilizzati ai fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva, a meno che non siate voi stessi ad autorizzarlo.