I Fatti
Ancora soldi pubblici
a giornali e giornaletti
di ALDO FONTANAROSA (Repubblica)
- 23/10/2009 17.21.21
Sullo scivoloso terreno dei contributi ai giornali, lo Stato si muove sempre con prudenza. Paga nel 2008 i contributi maturati nel 2007 e fornisce i dati alla fine del 2009. Da un pugno di giorni, il sito del nostro governo propone così l’ultima mappa dei contributi pubblici ai giornali che siano cooperative e soggetti senza fini di lucro, organi di partito e testate per gli italiani all’estero (come America Oggi). I soldi si allargano poi a radio piccolissime (ce n’è una che prende 224 euro, forse per il caffè la mattina) ed alle tv tematiche via satellite.
Alla fontana pubblica si abbeverano le realtà più inattese. Sportsman Cavalli e corse - cooperativa di giornalisti - riceve 2,5 milioni. Sono cooperative anche i periodici Chitarre (che prende 273 mila euro), Il Granchio (88 mila) e Motocross (oltre 506 mila). Mentre al capitolo delle pubblicazioni senza finalità di lucro spuntano Italia Ornitologica (40 mila euro), poi Buddismo e Società (26 mila), ma anche Famiglia Cristiana (312 mila).
Le tabelle degli aiuti pubblici riportano al passato. Ricordate l’Avanti!, glorioso organo socialista? Nel 2008, è ancora capace di incassare 2,5 milioni. Ed è secondo solo a Conquiste del Lavoro (Cisl) con 3,3 milioni ed al manifesto con 4,3. Ma anche La Voce Repubblicana strappa 624 mila euro.
Una generosa leggina assicurava contributi a quei giornali che un paio di parlamentari avessero "adottato", facendone come degli organi di partito. Questi contributi vengono conservati, a patto che i giornali si siano trasformati - intanto, loro pure - in cooperative. Il tortuoso percorso porta 2,5 milioni al Riformista, altrettanti al napoletanissimo Roma, 3,7 al Foglio. Il Denaro - un nome, un destino - riceve 2,4 milioni.
Cooperativa è la parola magica, dunque. Alcune testate non sono cooperative in senso stretto, ma hanno una cooperativa, una fondazione o un ente morale sulla loro testa, come soggetto controllante: vedi Libero (7,7 milioni) e Avvenire (6,1 milioni).
Guida la classifica delle testate di partito classiche invece l’Unita (6,3 milioni), seguita da Padania (4) ed Europa (3,5). Due soli beneficiari alla voce "tv satellitari tematiche": 3,5 milioni alla progressista Nessuno Tv, altri 2,1 a Informazione Libera amministrata dalla napoletana Serena Albano.
(ha collaborato Manuel Massimo)
(*) la Repubblica, 23 ottobre 2009
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