I Fatti

"Poche risorse": e Diario chiude dopo 13 anni

  • 10/11/2009 17.09.29

La testata Diario cominciò la sua avventura tredici anni, come supplemento dell’Unità. Poi divenne autonoma: settimanale, quindicinale, infine mensile (150 pagine a 7 euro). Ora, col numero di dicembre - intitolato, per ironia della sorte, "Futuro" - chiude. Per mancanza di risorse. Fu inventato e guidato fino al 2008 da Enrico Deaglio. E, da allora ad oggi, diretto da Massimo Rebotti (arrivato da Radio Popolare). “Quando abbiamo ripreso le pubblicazioni nel febbraio del 2008", spiega l'editore Luca Formenton, "ci eravamo dati due anni di tempo per verificare la possibilità di continuare, rinnovando il progetto, e rimanere nel mondo della carta stampata. Voglio ringraziare il direttore e tutta la redazione per aver lavorato con passione e impegno, in un momento difficile per tutta l’informazione, alla realizzazione di un mensile che, per citare Massimo, raccontasse il piano inclinato su cui sta scivolando la società italiana, confrontandolo con quello che succede altrove. Purtroppo il difficile momento economico e le risorse limitate non ci consentono di proseguire... Un ringraziamento particolare a tutti i lettori che ci sono rimasti fedeli in questi anni seguendoci nelle trasformazioni del giornale e sapendo che siamo sempre stati guidati da un principio: la verità innanzitutto, nel dubbio un po’ a sinistra. Abbiamo alle spalle tredici anni di informazione, inchieste vecchio stile, una rete ampia di amici e collaboratori e un nome, Diario, che è sinonimo di vero giornalismo. Una grande esperienza umana e affettiva che non andrà dispersa”. Non si esclude il trasferimento di Diario sul web.

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