I Fatti

E alle agenzie 39mln
(più i 30 mln all'Ansa)

di DANIELE SCALISE (Prima)

  • 25/01/2010 18.46.26

"Avere una classe dirigente informata è un elemento fondamentale per le istituzioni. E le agenzie stampa costituiscono a mio avviso una fonte di informazione primaria, essenziale e assolutamente indispensabile per chi lavora nella pubblica amministrazione. La convenzione che la presidenza del Consiglio ha siglato con le agenzie e che durerà un anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre del 2010, si è ispirata a criteri di riordino razionale sui notiziari. Era necessario farlo e l'abbiamo fatto con la collaborazione delle agenzie stesse". È decisamente soddisfatta Elisa Grande, volitivo capo dipartimento per l'Informazione e l'editoria dall'aprile dello scorso anno, ispiratrice e autrice di un passaggio molto delicato che le agenzie stampa temevano ma che alla fine hanno accolto con una certa soddisfazione (soddisfazione forse proporzionata alla catastrofe temuta e alla fine evitata). In un'atmosfera di crisi generale e di necessità di dare senso alle spese pubbliche) il sottosegretario Paolo Bonaiuti ha deciso di istituire una commissione di esperti che ha studiato a fondo il problema, complicato, tra l'altro, dalla sedimentazione - per non dire incrostazione - degli interventi degli ultimi due decenni.

Si è trattato, insomma, di armonizzare secondo canoni ragionevoli la spesa di quasi 39 milioni di euro provenienti dal bilancio autonomo della presidenza del Consiglio e che sono appunto destinati a pagare i servizi offerti dalle agenzie alle amministrazioni. Ansa Con una cifra analoga a quella fin qui spesa "riusciamo a coprire tutte le esigenze dei ministeri e ad ampliare l'offerta grazie anche al senso di responsabilità dimostrato dai manager delle agenzie", riconosce cavallerescamente Elisa Grande, ribadendo che comunque "stiamo parlando non di contributi pubblici a pioggia, ma di contratti riferiti a servizi forniti". Uno dei principi guida è stato l'istituzione di una figura contrattuale 'full' che prevede la possibilità di accedere in modo illimitato e confacente alle esigenze delle istituzioni ai prodotti offerti dalle agenzie, e cioè i notiziari quotidiani. Alla prima postazione acquisita viene riconosciuto un prezzo significativo, mentre per le seconde il prezzo è decisamente più economico. Cosa che del resto succede anche per l'acquisizione di altri servizi (si pensi, ad esempio, alle licenze offerte da Microsoft per i computer aziendali che seguono il medesimo criterio).

La presidenza del Consiglio ha insomma acquistato a prezzo di mercato la prima postazione delle agenzie per tutte le amministrazioni (per se stessa e per i ministeri, compresi quelli senza portafoglio) siglando un contratto ed eliminando, quando considerati poco funzionali, i servizi speciali che costituivano un onere gravoso. Il contratto - ma bisognerebbe parlare al plurale visto che ogni agenzia ha firmato il proprio con caratteristiche proprie - prevede l'utilizzo di alcune agenzie anche per le procure regionali della Corte dei Conti, 166 tribunali, 67 università statali, questure, ambasciate, eccetera.

"Tutti i contratti", spiega Elisa Grande, "recano una clausola in base alla quale le seconde postazioni hanno la garanzia del minor prezzo. Insomma, la presidenza del Consiglio può essere considerata un grande cliente, spende denaro pubblico e non ha alcuna intenzione di pagare più di quanto non facciano altri soggetti economici". Previsti anche controlli severi riferiti ai servizi. Se un'agenzia non dovesse erogare il servizio per qualunque motivo, scatterebbero in maniera rapida e certa le gravose penali. Prima di entrare nel dettaglio è bene sapere che i prezzi delle seconde postazioni sono stati valutati in base alle tariffe praticate alla Consip, la struttura del ministero dell'Economia e delle finanze che tra l'altro gestisce il programma per la razionalizzazione degli acquisti nella pubblica amministrazione.

L'agenzia Ansa è già titolare di un contratto con il ministero degli Esteri di 30 miliardi (cifra in parte cofinanziata dalla presidenza del Consiglio che contribuisce con 6 milioni e 700mila euro). La convenzione con Palazzo Chigi prevede una cifra pari a 7 milioni e 200mila euro circa per il notiziario, più 150mila euro per i servizi speciali (da notare che l'Ansa non ha ritenuto opportuno aderire alla formula full).

All'Agi vanno 10 milioni e 400mila euro per il notiziario (e la rinuncia ai servizi speciali che consistevano in filmati per altro prodotti all'esterno dell'agenzia) con un taglio del 7% complessivo rispetto al precedente contratto. L'Asca ha venduto il suo notiziario per 2 milioni e 700mila euro e i servizi speciali a 650mila euro mentre l'AdnKronos a 7 milioni (l'acquisizione dei servizi speciali è stata invece valutata 3 milioni di euro).

ApCom, considerata tra le agenzie medie, ha firmato un contratto che prevede la vendita del proprio notiziario per 2 milioni e 400mila euro, Radiocor per 1 milione e 400mila (notiziario e servizi speciali). Il Velino che ha offerto un servizio speciale in più, è stato equiparato alle agenzie medie, mentre le piccole agenzie - Nove Colonne e Dire - non hanno visto variare di molto la cifra a loro riconosciuta.

Il malumore residuo delle agenzie è legato alla durata della convenzione: un anno mentre loro la volevano triennale. Ma di più non era possibile concedere viste le disponibilità del fondo di funzionamento del bilancio del presidenza. Alla fine alle agenzie non è rimasto altro da fare che accontentarsi. Simulando un sorriso se non proprio sincero, sicuramente di sollievo.

(*) Prima Comunicazione, 25.1.2010

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