FATTI

Finanziamenti: 27 milioni
per le due testate di Verdini

affaritaliani.it (*)

L'ultimo terremoto giudiziario che si abbatte sul coordinatore del Pdl Denis Verdini arriva dentro le stanze del Giornale della Toscana e di Metropoli. Al centro di due inchieste distinte della Procura di Firenze ci sono 27 milioni di finanziamenti pubblici - a partire dal 2002 per il quotidiano e dal 2006 per il settimanale - che, secondo l'accusa, i due giornali non avrebbero mai dovuto avere. Venticinque le persone indagate con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato: accanto a Verdini ci sono Girolamo Strozzi Majorca Renzi, presidente della Ste (SocietÓ toscana di edizioni) che edita il quotidiano di via Cittadella, l'amministratore delegato Pierluigi Picerno, il parlamentare del Pdl Massimo Parisi, consigliere di amministrazione della Ste fino al 2008 e attuale amministratore della Sette Mari, editrice di Metropoli. Ieri mattina, i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, guidati dal generale Leandro Cuzzocrea, con un decreto firmato dal gip Paola Belsito, hanno sequestrato a 19 indagati per i finanziamenti al Giornale denaro, immobili e auto per oltre 10 milioni, compreso i conti correnti della Ste. Si salvano dal provvedimento i sindaci revisori Massimo Scarpelli e Luciano Belli (che il gip accusa solo di "inerzia") e Massimo Parisi, che la Procura indicava come colui che "collaborava nella ideazione delle operazioni". Per il giudice non emergono "elementi convincenti come atti firmati, iniziative funzionali alle operazioni illecite che consentano di ritenere che abbia effettivamente avuto il ruolo che gli viene attribuito". Tutto parte nel dicembre 2001 con la nascita della Nuova Editoriale scarl, "cooperativa fittizia" secondo i pm Luca Turco e Giuseppina Mione che sarebbe nata grazie a capitali occulti di Verdini e Roberto Bartolomei proprio per ottenere i contributi statali per l'editoria. La legge 250/90 prevede che le sovvenzioni pubbliche siano concesse alle "imprese editrici di giornali la cui maggioranza sia detenuta da cooperative", da qui l'operazione che ha portato la Nuova Editoriale ad acquistare il 51% del pacchetto azionario della Ste. In realta, hanno accertato le indagini, ad eccezione di due persone - che erano comunque giÓ dipendenti della Ste - nessuno dei soci ha mai lavorato per la cooperativa. E questo, sostiene il gip, significa "escludere in radice l'essenza stessa della cooperativa". Ma non ci sono stati solo i sequestri. Sempre ieri mattina carabinieri del Ros hanno perquisito una decina di societÓ del gruppo nell'ambito dell'inchiesta sui finanziamenti a Metropoli. Dal 2006 al 2009, secondo l'accusa, l'onorevole Parisi, il direttore del settimanale Fabrizio Nucci, Samuele Cecconi (legale rappresentante "Ediced") e Andrea Clerici (legale rappresentante di "Alba") avrebbero messo in piedi "un meccanismo truffaldino" per alterare la "certificazione dei dati della tiratura e della distribuzione delle copie". Gli inquirenti sospettano quindi che i contributi pubblici di 10 milioni siano stati fuorilegge. Parla di "stalking giudiziario" e di "accuse inconsistenti" Verdini: "Il risultato di questa brillante iniziativa Ŕ quello di rischiare di mandare in mezzo a una strada trenta lavoratori e le rispettive famiglie per un reato che non esiste, se non nella fervida immaginazione dei pm. I finanziamenti sono serviti in questi anni esclusivamente a tenere in vita il giornale e a creare occupazione". Verdini si dice rammaricato dell'ennesima "tegola giudiziaria che giunge in pochi minuti sul capo di una persona mentre, e non certo per colpa dell'indagato, sono necessari mesi, se non anni, per fare chiarezza intorno ad accuse dispensate con solerzia e superficialitÓ. L'attenzione dei pm nei miei confronti continua ad essere morbosa, ai limiti dello stalking giudiziario". L'avvocato Marco Rocchi, legale di Verdini, parla invece di "un clamoroso errore nell'interpretazione della normativa" e di una "sproporzionata operazione. L'assunto su cui si fonda l'inchiesta Ŕ l'assenza di soci lavoratori nella cooperativa. ╚ vero invece che la legge non richiede il requisito dei soci lavoratori, condizione invece richiesta per le cooperative giornalistiche. La Nuova Editoriale Ŕ una cooperativa editoriale e non una cooperativa giornalistica". Terreni agricoli, auto, abitazioni private e quote societarie. I finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria hanno sequestrato di tutto. A Verdini, ad esempio, hanno "congelato" le quote in cinque societÓ (compresa in quella che edita Il Foglio), 2 appartamenti a Campi Bisenzio e 3 case a Signa, oltre a 3 auto (compresa una Mercedes da 120 mila euro pi¨ una moto Loncin da 4.900 euro). Alla figlia del deputato del Pdl, Diletta Verdini, Ŕ stata sequestrato un appartamento a Firenze. ╚ andata peggio al professor Girolamo Strozzi: i reparti speciali della GdF, diretti dal generale di divisione Luciano Carta, hanno messo sotto sequestro preventivo alcuni fabbricati a Roccastrada, ma anche i vigneti di Grosseto e di Cusona, quelli dove il nobile fiorentino Ŕ stato immortalato assieme all'ex premier britannico Tony Blair, ospite con la famiglia nella sua tenuta vicino a San Gimignano. Sotto sequestro sono finite anche le sue quote nelle aziende vitivinicole oltre che la sua Audi. All'ad de Il Giornale della Toscana, Pierluigi Picerno, hanno invece "bloccato" la casa di Firenze, terreni e case in provincia di Pisa ma anche le quote di otto societÓ (comprese RdF e Lady Radio, due emittenti radiofoniche). A Erika Bertini, la nipote di Verdini che lavora in amministrazione, sigilli agli appartamenti che ha col marito Picerno. L'abitazione bolognese e l'auto del finanziatore Roberto Bartolomei sono state "congelate" assieme alle quote di tre societÓ. Non Ŕ andata meglio ai soci della cooperativa: sotto sequestro preventivo la Micra di Lorenzo Nistri; due appartamenti e quote in cinque societÓ di Massimo Lotti; due abitazioni a Campi a Silvano Chiti; una quota societaria a Michela Lotti; quattro case a Campi e le quote di due societÓ (compresa una stireria) a David e Mario Aldobrandi; quattro case a Campi e altrettante auto a Enrico Biagiotti; due appartamenti e la quota in una societÓ a Gianna Castri; tre case a Campi e la Bmw di Paolo Gori; due appartamenti a Firenze a Claudia Tornabene. Provvedimenti anche nei confronti del collegio dei sindaci revisori, composto da Stefano Conti (due case a Prato e tre auto, compresa la Bmw), Giovanni Lucchetti (una casa a Pietrasanta e sei appartamenti a Prato, oltre che quote in quattro societÓ e due Porsche), e Gianluca Lucarelli (tre fondi a Bologna, due case a Firenze e quattro nel Pistoiese, oltre a quote in tre societÓ). Nessun sequestro, invece, per Luciano Belli, Massimo Scarpelli e per il deputato Pdl Massimo Parisi. (*) affaritaliani.libero.it, 26 ottobre 2011