Il teatrino

MAGNAMO E BEVEMO MO CHE CE SEMO

16 GRUPPI IN COMUNE

data: 13/11/2009 23.56.13

Nel consiglio comunale di Napoli i gruppi spuntano come funghi. L'ultimo è Forza Italia. Il commercialista Erasmo Caccavale non ha aderito al Pdl e ora è capogruppo di se stesso, con cinque impiegati assegnatigli a norma di regolamento. Come lui Stefano Palomba (Democrazia e Libertà), Salvatore Parisi (Sinistra democratica), Ciro Fiola (Sdi), Marco Mansueto (Gruppo iniziativa popolare), Stanislao Lanzotti (Udc), Domenico Palmieri (Dc - Partito socialista). Attingono tutti al finanziamento di 373 mila euro destinato ogni anno ai gruppi consiliari. I quali sono ormai 16, e non trovano tutti posto nella sede di via Verdi. Restano in piedi gli affitti per gli appartamenti di via Cervantes, via Melisurgo e Calata San Marco: circa 10 mila euro al mese. Incombe però lo sfratto: Palazzo San Giacomo non paga da mesi i proprietari.

(da l'Espresso del 13 novembre 2009)

TUTTI I SOLDI DEL PRESIDENTE DI REGIONE

data: 06/11/2009 21.35.19

Secondo il suo avvocato, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo - dimessosi per lo scandalo dei trans - "percepiva al lordo 9.362 euro a titolo di indennità di carica; 4.003 euro a titolo di diaria; 7.607 euro come indennità di funzione (cioè presidente della giunta); cui bisogna aggiungere 4.190 euro netti di rimborsi spettanti a ciascun consigliere regionale... nonché 36.738 euro netti all'anno come presidente della Fondazione Policlinico Tor Vergata".

(da la Repubblica, 6 novembre 2009)

ANDAMENTO PUBBLICITARIO' IN CONTROTENDENZA

data: 24/08/2009 15.05.29

Giornali e periodici soffrono: c'è poca pubblicità. Ma non Marcello Dell'Utri, che rastrella con dovizia. Il suo mensile 'La Biblioteca di via Senato', 64 pagine per bibliofili con tiratura minima, è impreziosito da Samsonite, Reckitt Benckiser, Ing, Il Domenicale, Giochi Preziosi, Lavazza, Imetec. E Publitalia, si capisce.


(da l'Espresso, 24 agosto 2009)

REGIONE SICILIA, 21 MILA ASSUNTI

data: 20/08/2009 18.38.24

... I dipendenti regionali siciliani, quasi 21mila, sono, da soli, tanti quanti i dipendenti di tutte le regioni del Nord messe insieme, forse anche qualcuno in più. Troppi, e troppo costosi, visto che succhiano dalle casse di mamma Regione siciliana oltre un miliardo di euro, per l’esattezza 1.072.765.762,55 euro... Troppo anche per le asfittiche casse della Sicilia che, allarme dell’ultima relazione della Corte dei Conti alla mano, ha un disavanzo di 2,2 miliardi di euro...


(da Il Giornale, 20 agosto 2009)

I PORTAVOCE DEI SINDACI PIU' PAGATI DEI SINDACI

data: 21/07/2009 12.56.08

Anche in tempi di tagli per gli enti locali e di bilanci in rosso, c'è un mestiere che meglio sembra resistere ai colpi della crisi economica: il portavoce del sindaco. Stipendi altissimi, che pesano per cifre vicine agli 800 mila euro sulle casse dell'amministrazione (e del contribuente) nei 5 anni di un mandato e mettono d'accordo nord e sud, grandi capoluoghi e città di medie dimensioni. Senza sfuggire al paradosso che vede il comunicatore superare in busta paga il primo cittadino, come nel caso di Torino. 

Dopo l'eco suscitata dal caso del sindaco di Bologna, Flavio Delbono, che ha impegnato 724.878 euro in cinque anni per ingaggiare il giornalista e scrittore di noir Marco Girella, riuscendo a battere il predecessore Sergio Cofferati che per Massimo Gibelli ne stanziò 594 mila, anche le altre città si fanno i conti in tasca. In questa particolare classifica, Bologna raggiunge Roma: la nomina di Simone Turbolente a direttore dell'ufficio stampa del sindaco Gianni Alemanno pesa per 162.408,48 euro sul bilancio 2009 della capitale, anche se il professionista riceve un compenso lordo di oltre 118 mila euro all'anno (il resto sono oneri) poco distante dai 117 mila euro annui del collega bolognese Girella. 
Da Milano a Palermo, in una giungla di delibere e atti dirigenziali, con denominazioni che vanno da capo ufficio stampa a responsabile della comunicazione, da "spin doctor" a portavoce, i professionisti che devono mettere in relazione i media con il primo cittadino hanno in comune retribuzioni a sei cifre che a volte superano persino quelle del loro "capo". 
A Torino il caso è scoppiato pochi mesi fa: Riccardo Caldara, responsabile della divisione informazione e servizi con il cittadino, oltre che portavoce del sindaco, in un anno prende 123.837 euro lordi, di cui 25 mila come premio di risultato. Il suo "superiore", Sergio Chiamparino, si ferma a 109 mila. 
A Milano il compenso di Filippo De Bortoli, responsabile della comunicazione e coordinatore dell'ufficio stampa del sindaco Letizia Moratti, è fissato da una delibera del 3 luglio 2006 in 132.452 euro lordi all'anno, in una gerarchia in cui alla qualifica di vice capo servizio dell'ufficio stampa corrispondono 79.470 euro all'anno e al semplice addetto 44.539 euro. In buona posizione anche Palermo, con i 74 mila euro lordi all'anno dell'esperta per la comunicazione di Diego Cammarata, Donatella Palumbo, da aggiungere ai 155 all'anno della busta paga del capo ufficio stampa Rino Canzoneri nel 2008 (adesso però il ruolo si sta assegnando per concorso). 
Tra i comuni virtuosi Trieste, dove il portavoce Guido Galetto, ex assessore provinciale dell'area Lega Nord, nel 2006 prendeva 64 mila euro all'anno e Padova, con il sindaco Flavio Zanonato preferisce parlare direttamente con i giornalisti risparmiando in immagine e nel portafoglio. Qui il portavoce Antonio Martini percepisce una cifra attorno ai 20 mila euro all'anno, come del resto, per tornare a Bologna, Luca Molinari, comunicatore e membro dello staff di Delbono.

(da Repubblica, 21 luglio 2009, di Eleonora Cappelli)

EUROPARLAMENTARI (ITALIANI) SENZA TAGLIO

data: 03/07/2009 18.32.18

La clausola sembra creata su misura per gli europarlamentari italiani. "I deputati rieletti prima dell'entrata in vigore del presente statuto possono optare, per l'intera durata dell'attività parlamentare, per il regime nazionale in vigore". Lo statuto in questione fissa a 7.665 euro lordi (tassati al 20 per cento) lo stipendio mensile di tutti gli eurodeputati. Un'omologazione che peserà sul portafoglio degli italiani, in assoluto i più pagati dell'Unione con un'indennità lorda di 11.703 euro (con la tassazione italiana). Forse proprio per questo alcuni di loro, Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore), il leghista Matteo Salvini e Cristiana Muscardini del Pdl, avevano votato contro il nuovo ordinamento; mentre si erano astenuti Borghezio e Speroni (Lega), Zappalà e Pirilli (Pdl). Alla fine il nuovo statuto è stato approvato, e così dal prossimo 14 luglio tutti i parlamentari percepiranno lo stesso stipendio. Tutti tranne i rieletti. Che, previa comunicazione scritta da consegnare entro metà agosto al presidente del Parlamento europeo, potranno continuare a incassare la vecchia paga. Cosa faranno gli italiani? Muscardini giura di non averci ancora pensato: "Non ne ho idea, è l'ultimo dei miei pensieri", ha assicurato.

(dall'Espresso, 3 luglio 2009)

CONSIGLIERE REGIONALE E CAPOSTRUTTURA RAI

data: 02/03/2009 19.52.21

L’ex presidente della Regione, ex assessore, ex parlamentare, ex europarlamentare e attuale consigliere regionale dell’Union Valdotaine, Luciano Caveri, dal 1° marzo è rientrato in RAI come capo della struttura programmi della sede valdostana... "Dopo 22 anni di aspettativa dalla Rai torno in azienda, dove entrai poco più che ventenne nel 1980 e che lasciai nel 1987, mettendomi in aspettativa per mandato politico”... I commenti tuttavia non sono arrivati dal mondo politico, tranne che per una nota a firma del coordinatore regionale dell'Italia dei Valori - Valle d'Aosta, Marco Belardi, che esprime, tra l’altro, preoccupazione per la nomina di Caveri “che mantiene la carica di consigliere regionale” unitamente ad “una fondamentale carica decisionale della Rai in Valle d'Aosta”. La paura del coordinatore de L’Italia dei Valori rispetto all’informazione è più generale “Noi riteniamo che l'informazione debba essere un'espressione di libero e intangibile pensiero e che questa subisca già troppi condizionamenti indiretti”. Il mondo della politica, a parte la nota de L’Italia dei Valori, non si è espresso e non ha fatto considerazioni sulla scelta di Caveri. Una scelta che rimane personale e che non ha dato, dunque, adito a polemiche particolari come si aspettava lo stesso interessato. Dal canto suo Luciano Caveri ha le spalle coperte poiché, come già riportato sulle pagine de “La Stampa” nei giorni scorsi, il doppio incarico, capo struttura (3.500-4.000 euro netti al mese) e consigliere regionale (6.000), non è incompatibile secondo azienda e dipendente. E l’aspettativa non è più obbligatoria. 

(da www.aostasera.it del 2 marzo 2009 e La Stampa del 28 febbraio 2009)

DIFENSORI CIVICI: LOTTIZZATI E SUPERPAGATI

data: 01/03/2009 18.55.25

Sono 600 i difensori civici in Italia. I primi furono istitutiti, nel 1974, in Lazio, Liguria e Toscana. Non esistono in cinque regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Molise e Umbria…. “Non si scherza, su queste cose, nei Paesi di sane tradizioni democratiche. Deve o non deve, questo garante dei cittadini, essere un uomo di assoluta trasparenza? Da noi no. Anzi. Gli archivi sono pieni zeppi di vicende poco edificanti. Come le estenuanti sfide tra i partiti («Tocca nominarlo a noi!». «No, a noi!») che hanno impedito per anni (non settimane o mesi: anni!) la nomina di certi ombudsman regionali. O l'inchiesta giudiziaria sui brogli nella nomina di quello di Lamezia Terme. O le polemiche sullo stipendio di quello della Val d'Aosta. Per non dire del patto scellerato tra la sinistra e la destra al Comune di Roma. Dove, quando era sindaco Walter Veltroni, i partiti concordarono un difensore civico a testa, uno ulivista e uno berlusconiano. Lottizzazione al cubo: un imparziale a me, un imparziale a te. Come se l'uno e l'altro degli schieramenti politici, che avrebbero poi rinnovato l'accordo alla scadenza, riconoscessero la propria incapacità di scegliere un uomo davvero al di sopra delle parti. Una pubblica ammissione di impotenza. O se vogliamo un arrogante esempio di indifferenza nei confronti della legge. Le norme, in realtà, sarebbero chiare. E pretenderebbero dai candidati alla carica di difensore civico una «acclarata indipendenza politica». In linea con lo spirito delle origini, che l'allora ministro Remo Gaspari spiegava con la necessità di una figura capace di «dare ai cittadini la possibilità di instaurare un corretto rapporto con la pubblica amministrazione e le sue leggi, spesso difficili da applicare» ma più ancora di «appurare, proprio tramite le richieste che giungeranno al nuovo organismo, le sacche di disfunzione e di inefficienza ». Sì, ciao. Immaginate di essere cittadini campani: se non basta che la moglie di Cesare sia onesta ma «deve essere al di sopra di ogni sospetto», con quale spirito andreste a chiedere la tutela dei vostri diritti al difensore civico regionale Vincenzo Lucariello, messo lì perché mastelliano e coinvolto nelle indagini su un giro di clientele e raccomandazioni e intercettazioni sconcertanti che forse non sono reato ma certo non disegnano una figura di purezza adamantina? E se foste cittadini palermitani con quale spirito vi rivolgereste ad Antonio Tito sapendo che è stato nominato difensore civico a dispetto della «non» acclarata indipendenza politica visto che era stato candidato alle elezioni nel 2001 nelle liste Biancofiore guidate da Antonio Borzacchelli, poi arrestato per concussione e rapporti con la mafia? Sapendo che i suoi figli Giuseppe e Tania erano stati assunti da due aziende municipali mentre lui, il papà, era presidente dell'Autority su quelle aziende? Che fino a poche settimane fa aveva l'autoblù (l'autoblù!) e un pass di accesso alle zone di traffico limitato valido anche per la macchina di sua figlia? E sempre lì torniamo: se l'ombudsman, per godere della fiducia dei cittadini, dev'essere una figura cristallina, come può essere nominato per la tessera politica, le amicizie o i rapporti clientelari? Possibile che il Consiglio comunale di Favignana non sapesse che Salvatore Prestigiacomo, al momento di essere nominato difensore civico, era sotto processo per abusivismo edilizio? E al Comune di Monreale hanno mai letto il curriculum presentato a fine febbraio dell'anno scorso da Gianbruno Vitale, poi scelto per quel ruolo delicatissimo? «Docenza in legislazione turistica in un corso di formazione professionale regionale della cooperativa "Idra" di Palermo, Docenza in un corso di formazione professionale regionale della cooperativa "Menphis" di Palermo, laurea in giurisprudenza nel 1998, abilitazione nel 2003, ha partecipato alla missione Speranza e carità di Biagio Conte nel 2004, adozione a distanza di una bambina in Tanzania con un progetto "Action aid", istruttore di calcio a 5 presso la scuola calcio Cds anni 1999-2002, allenatore della squadra dei giovanissimi con partecipazione al campionato federale nelle società Cds, socio fondatore dell'Associazione Sportiva Conca d'Oro di Monreale, chitarrista autodidatta... ». C'è poi da stupirsi se lo stesso presidente dell'Andci, l'associazione dei difensori civici italiani, Giuseppe Fortunato, dice che «ormai siamo arrivati ad un bivio, o si cambia o si muore»? O se Lino Buscemi, che oltre ad essere presidente italiano del comitato scientifico dell'Andci è stato uno di quelli che più ci hanno creduto, dice amareggiato che la nomina a ombudsman è diventata di fatto una questione di puro potere e «da troppe parti viene messa sul tavolo nelle trattative partitiche in modo che chi non ha avuto l'assessore si becca il difensore»? Certo, non è giusto generalizzare. Ed è assolutamente vero che molti difensori civici, forse la larga maggioranza, fanno dignitosamente il loro lavoro. Talvolta a dispetto di chi li ha piazzati là. E forse non è del tutto giusto buttar via il bambino con l'acqua sporca, come vorrebbero quei consiglieri di destra del Consiglio regionale veneto (fatta eccezione per i leghisti, propensi a chiedere piuttosto una riforma delle procedure di nomina) che hanno presentato una proposta di legge per abolire il difensore civico. Può darsi che i pidiellini Moreno Teso e Carlo Alberto Tesserin, il primo di rito finiano, il secondo berlusconiano, esagerino quando dicono che 815mila euro l'anno sono troppi, di questi tempi, «in rapporto alla resa». Come può darsi che abbia ragione Vittorio Bottoli a dire che lui, nonostante il marchio di ex-consigliere comunale di An a Verona, ha sempre cercato di essere al di sopra delle parti e di fare al meglio il suo mestiere. Ma quando il governatore friulano Renzo Tondo dice che della mancanza del difensore civico del Friuli-Venezia Giulia, già abolito, «non si accorgerà nessuno», non ha purtroppo tutti i torti. E' difficile mettersi l'elmetto e andare in trincea per difendere «questi» difensori civici: troppo spesso sono indifendibili. Ma resta il tema: il fallimento è dovuto a loro o a quei politici allergici ai controlli che hanno voluto i controllori così proprio per poterli svuotare, screditare, svillaneggiare e buttare via? Le nomine Dovrebbero essere indipendenti. Ma a Napoli Lucariello è stato scelto per la fede mastelliana e a Palermo Tito era candidato alle elezioni nelle liste Biancofiore

(da Corriere della Sera.it, 1 marzo 2009)

DEPUTATI, SETTIMANA SEMPRE PIU' CORTA

data: 18/11/2008 23.59.13

... Nel settembre di quest’anno, la Camera dei deputati ha «lavorato», nel senso di aver condotto un dibattito con votazioni in Aula, appena nove giorni. Erano stati 13 nel settembre scorso, quando a presiedere c’era il comunista Fausto Bertinotti. Uguale ritmo ad ottobre: anche per via delle convocazioni straordinarie per eleggere il giudice costituzionale sono state 15 le sedute finora svoltesi a Montecitorio, compresa quella di ieri mattina; sono state 21 le sedute di ottobre 2007. Ieri, nonostante fosse lunedì, la Camera era stata convocata per dedicarsi a un grande tema come la riforma della legge elettorale europea. Deputati intervenuti, tra mattina e pomeriggio: ventisei. Corridoi vuoti. Buvette deserta. C’erano all’inizio il relatore Giuseppe Calderisi e il ministro Roberto Calderoli. Arturo Parisi ha aperto la discussione per conto del Pd, con il professor Salvatore Vassallo e Pino Pisicchio. Ascoltava Massimo D’Alema. Per la maggioranza, sono intervenuti Giorgio Stracquadanio, Iole Santelli e Fabio Rampelli... Il presidente della Camera era reduce da un aspro braccio di ferro per imporre il cosiddetto Schema Fini che prevede cinque sedute piene a settimana (dal lunedì pomeriggio al venerdì mattina; 85 le ore di lavoro previsto) e poi una settimana «bianca» per «curare il territorio» ogni tre d’Aula a Roma. E così annunciò, al termine di una gloriosa riunione dei capigruppo: «Da settembre, si lavora cinque giorni su sette». Era il 4 giugno. I capigruppo apprezzarono lo Schema. Lo votarono persino. E poi, all’italica maniera, non successe nulla. «Di settimana lunga se ne parla dopo Natale», è ora la spiegazione ufficiale che viene dallo staff della presidenza. «L’esperimento resta in piedi, c’è un interesse generale. Ma è in corso la sessione di bilancio e non si può fare». La «sessione di bilancio»: significa che i deputati hanno da esaminare la Finanziaria, con i testi allegati. Ed è un lavoro che tradizionalmente occupa il Parlamento per i mesi dell’autunno. Ci sarebbe pure uno specifico codicillo del regolamento, l’articolo 23, comma dieci, che regola i lavori. Ma forse, il 4 giugno, quando trionfalmente annunciarono l’introduzione della settimana lunga, se l’erano dimenticata, la Finanziaria? ...«Altro che lavorare di venerdì. Qui la Camera si squaglia già il giovedì all’ora di pranzo». Roberto Giachetti, Pd, è un noto rompiscatole che s’è formato alla scuola di Pannella. «Sarà forse un caso, ma da quando la maggioranza è andata sotto un paio di volte, ed è sempre è accaduto di giovedì pomeriggio, regolarmente si arriva a un certo punto e poi si rinvia alla settimana prossima». E’ stato proprio Giachetti, il mercoledì che s’è votato il decreto Alitalia ad aver sollevato il caso delle presenze e delle assenze. «Alle 15, il governo ha incassato un voto di fiducia. Alle 19, la maggioranza non avrebbe potuto nemmeno garantire il numero legale».

(da La Stampa, 28 ottobre 2008)

172 PARLAMENTARI CON DOPPIO INCARICO

data: 11/10/2008 23.27.03

Deputati e senatori non si accontentano di dover essere presenti a Montecitorio o a Palazzo Madama. In 172 hanno un'agenda fitta di impegni: 21 fanno anche i ministri, 32 i sotto-segretari e 119 non rinunciano alla carica di sindaco, presidente di provincia, assessore, consigliere comunale e provinciale. C'è chi, come il leghista Gianpaolo Vallardi,riesce,almeno sulla carta, a essere quasi tutto insieme: sindaco, consigliere provinciale e consigliere comunale. Nonché, ovviamente, parlamentare. Per la precisione,senatore... E c'è chi ha solo una duplice responsabilità, ma di peso. Come Raffaele Stancanelli (Pdl), che si dovrebbe dividere tra Palazzo Madama e il dissestato comune di Catania, dove siede sulla poltrona di sindaco. O come Maria Teresa Armosino e Antonio Pepe, deputati del Popolo della libertà e presidenti, rispettivamente, della provincia di Asti e di Foggia. I doppi incarichi non sono solo affare délla maggioranza. Anche nel Pd e nell'Italia dei valori c'è chi gioca su più campi. Francesco Rutelli, per esempio, è senatore e presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, nonché consigliere comunale a Roma... Eppoi c'è il fatto che il doppio incarico significa anche doppio stipendio. Un incentivo più che sufficiente a rimandare la scelta... A Montecitorio quasi il 12% degli esponenti della coalizione al potere ha impegni di Governo. Se poi si aggiungono quanti hanno incarichi negli enti locali 23 parlamentari del Pdl e 25 della Lega la percentuale sfiora il 26 per cento. Anche l'opposizione ha tra le proprie fila deputati dalla doppia giacca, ma non avendo ministri e sottosegretari, la percentuale si ferma al 10 per cento.

(dal Sole 24 Ore, 6 ottobre 2008)

ABRUZZO, BUONUSCITA E VITALIZIO PER I CONSIGLIERI

data: 17/08/2008 23.18.09

L’AQUILA. Prima il trauma della caduta della Regione e poi la campagna elettorale. Ma ci sono anche le liete notizie ossia i vitalizi e le buonuscite, tecnicamente «premi di fine attività», per i consiglieri regionali. Sedici consiglieri con due o più legislature, intascheranno una buonuscita che equivale a una indennità mensile base, circa 7.200 euro lordi, per ogni anno di permanenza: totale circa 36 mila euro per i 5 anni. Coloro che sono alla prima legislatura, vista la chiusura prematura, non incasseranno premi e pensioni cumulabili. Però la legge corre loro in soccorso: potranno acquisire il diritto, se verseranno una integrazione per i mesi necessari a coprire i 5 anni di legislatura normale fino ad aprile 2010. E c’è da scommettere che tutte le "matricole" opteranno per completare il ciclo. Le somme mensili da sborsare sono 1.114 euro per il vitalizio, 290 euro per il trattamento di fine mandato e 278 euro per avere diritto alla reversibilità. Questo per non rendere improduttive le somme accantonate dalla Regione nei tre anni e nove mesi di legislatura. Alla luce delle entrate che matureranno nell’aprile del 2010, sembrano versamenti convenienti. Già detto del premio di fine mandato, ad allettare è il vitalizio: chi ha completato una legislatura, non è più consigliere regionale, e ha compiuto 60 anni, incassa dalla Regione il non trascurabile assegno mensile di 2.984 euro. Con due legislature 4.476 euro. Con tre legislature 5.968 euro; tre ed oltre il lauto compenso di 6.267 euro al mese. Ma in pensione si può andare anche prima rinunciando a qualcosa: chi non è più consigliere regionale in carica, già a 55 anni può percepire la somma di 2.269 euro mensili.

(il Centro, 15 agosto 2008)

UN MILIONE DI EURO PER IL VOLO ALBENGA-ROMA

data: 17/08/2008 22.55.47

Il presidente dell’aeroporto di Albenga annuncia trionfante: «Mi ha telefonato Giuseppe Guerrero, il segretario del ministro Claudio Scajola, per comunicarmi che aveva ricevuto la notizia ufficiale dal direttore generale dell’Enac». Già, il ministero dei Trasporti nei giorni scorsi ha stanziato un milione di euro per «riesumare» il volo tra Roma e l’aeroporto di Albenga, lo scalo del Ponente ligure, il feudo del ministro Scajola. Una notizia accolta con favore in Liguria: è un volo utile per una zona economicamente vivace. Ma anche altri aeroporti avrebbero bisogno di un analogo «incentivo». E poi... poi quella tratta era già stata attivata più volte e alla fine era andata a gambe all’aria nonostante che, tra i passeggeri, più di una volta sia stato notato proprio Scajola. Prima ci aveva provato Alitalia, poi Air One e già allora erano arrivati i finanziamenti pubblici. Dopo qualche mese il volo, però, era stato cancellato. Ma il Roma-Albenga rimane tra le priorità del sistema dei trasporti nazionali. Per accorgersene basta scorrere la lista dei 28 collegamenti aerei che vengono garantiti con oneri di servizio pubblico. Che, insomma, vengono pagati in parte dallo Stato. Bene: 26 su 28 riguardano tratte con le isole (Sardegna, Sicilia, Pantelleria e Lampedusa). Poi c’è il volo Crotone-Roma. E, quindi, proprio il Roma-Albenga. Su 25 milioni di euro l’anno stanziati dallo Stato, circa 945mila finiscono per garantire il collegamento con l’aeroporto del Ponente Ligure (uno stanziamento, va detto, che era arrivato anche prima della nomina di Scajola al Governo).

(da La Stampa del 17 agosto 2008)

REGIONE E PARLAMENTO: DOPPIO SEGGIO, 27 MILA EURO

data: 12/06/2008 22.57.33

All`inizio della legislatura un numero di neoparlamentari, questa volta sono trentanove, stenta a lasciare il vecchio incarico. Non sa, non ha capito, o se ha capito non ha correttamente compilato il modulo, o ancora non ha compiutamente registrato l`obbligo che gli deriva dall`articolo 122 della Costituzione che purtroppo esiste e recita: "Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento". Per dirla tutta, trascina il vecchio mandato e lo assomma al nuovo. Era consigliere regionale, e per un pochetto di settimane, quattro, otto, dodici, se lo tira via e lo acclude, come fosse un altro benefits, a quello attuale di senatore o deputato. Doppio lavoro e fin quando dura, anche, a norma di legge, doppio stipendio. Ma tutto, è questo il bello!, contro la sua volontà. Egli infatti spesso comunica nei termini la propria volontà di optare per il Parlamento ma il consesso che lascia resiste, prende tempo. E le dimissioni, per essere efficaci, hanno bisogno di un voto. Facile direte. Invece è pratica che inghiotte settimane se non mesi. Non è affatto semplice accertare quel che è già accertato e definire quel che, insomma, è già abbondantemente definito: cassare il tizio che si è trasferito a Roma e nominare Caio, primo dei non eletti. Questi ritardi consentono ai cumulanti di cumulare, lo dice la parola stessa, anche il reddito: con i due stipendi si raggiunge e si supera abbondantemente i ventimila euro mensili. Per alcuni (assessori e presidenti di Consiglio regionali) il cumulo è ancora più ricco... Se ieri la Giunta delle elezioni del Senato non avesse voluto stringere i tempi, l`assegno si sarebbe gonfiato ancora di più, con conseguente sollievo dei bisognosi. Invece Marco Follini, il presidente dell`organismo (Giunta delle elezioni) che deve verificare i poteri e stabilire le incompatibilità dei senatori, ha riunito la commissione e redatto un verbale nel quale ha ricordato ai colleghi che ancora sono un po` di qua e un po` di là, per metà consiglieri regionali ancora e per l`altra metà già parlamentari, di sbrigarsi. Ha reso pubblica la lista con i loro nomi (chiunque voglia può prenderne visione sul sito web del Senato) e spedito ai ritardatari una raccomandata: entro tre giorni devono comunicare l`opzione e astenersi da qualunque attività istituzionale e politica nell`ufficio che lasciano. Però, anche qui c`è un però, non si è potuta avanzare la richiesta di astenersi anche dal ritiro dell`emolumento bis. Chi vorrà, fin quando potrà, passerà alla cassa e ringrazierà.

(da la Repubblica, 11 giugno 2008)

LE CONSULENZE, REGIONE PER REGIONE

data: 25/05/2008 3.05.55

Il sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia guadagna più di un sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Adriano De Maio e Roberto Ronza, i due più stretti collaboratori di Roberto Formigoni, portano casa 194.500 euro annui ciascuno, dal primo gennaio 2008 al 30 giugno 2010, ben oltre i 110 mila dei vari sottosegretari di Silvio Berlusconi. Il professor De Maio, già Rettore della Luiss “Guido Carli”, e il dottor Ronza, sono inquadrati come esperti della Regione, nominati con delibera del 21 dicembre 2007. Sono solo due dei collaboratori ad personam a servizio delle varie Regioni. “Il Mondo” si è mosso alla ricerca di incarichi e cococo e, in meno di una settimana, ha stampato oltre duecento pagine stampate, fitte di nomi (più o meno noti), importi e incarichi.

LOMBARDIA. Oltre a già citati De Maio e Ronza, Formigoni si avvale anche di Claudio Morpurgo, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che incassa 33.570 euro in qualità di esperto per lo sviluppo e la gestione delle relazioni con gli Stati dell’Unione Europea. Al soldo del Pirellone c’è anche il professore e avvocato Antonio Baldassarre, ex presidente della Rai, a 50.000 euro (dal primo gennaio al 31 dicembre 2007) come componente del collegio degli esperti incaricati dal Presidente del Consiglio Regionale Ettore Adalberto Albertoni per la redazione del nuovo statuto regionale che ha prodotto altri otto incarichi per un totale di 349 mila euro.

PIEMONTE E VALLE D’AOSTA. Il Gabinetto di Mercedes Bresso, ha contrattualizzato quattro collaboratori esterni per un totale di 173.800 euro, come da determina dirigenziale del 4 febbraio 2008, mentre il 6 marzo sono stati stanziati 249.000 euro per pagare nove collaboratori dell’ufficio stampa in carica fino a marzo 2009. Va detto che la Regione è in esercizio provvisorio. Altri 99.000 euro li prendono 7 consulenti incaricati, più i 30 mila euro pagati ad un esperto tecnico-faunistico. Super collaboratori sono il dottor Lorenzo Muller, che percepisce 105 mila euro per l’anno 2008 (cura i rapporti con la Conferenza delle Regioni) e l’avvocato Carlo Merani con un incarico a termine da 137.700 euro per esaminare la contrattualistica necessaria alla realizzazione del nuovo palazzo degli uffici regionali. Il Consiglio Regionale retribuisce 127 tra consulenti e collaboratori, pagando 3 milioni e 220 mila euro per l’intera legislatura. Anche la Giunta della Valle d’Aosta presenta oltre 100 esterni ai quali versa dai 5.000 fino ai 91.000 per il centro di Ricerche e studi Cles, mentre il Consiglio Regionale valdostano ha versato 35.750 al professor Roberto Bin di Bologna (che ritroveremo in Friuli) e altri 45.000 ciascuno agli avvocati Marisa Bertuletti e Orazio Giuffrida, per due consulenze.

LIGURIA. Roberto Weber, presidente dell’istituto di ricerca Swg con sedi a Trieste, Milano e Bologna, ha sottoscritto nel novembre 2005 un contratto di collaborazione con Claudio Burlando, Governatore della Liguria. In soli due mesi, dal primo novembre al 31 dicembre 2005, Weber ha guadagnato 136 mila euro dalla Regione «per progettare e organizzare le procedure della comunicazione ed i suoi aspetti strategici». Sommano altri 34 mila dal primo gennaio 2006 al 30 aprile 2007 e, con nota del 22 dicembre 2006, Burlando ha confermato Weber fino al termine della legislatura, autorizzando il pagamento di ulteriori 81.600 euro «da liquidare a consuntivo nei mesi di dicembre 2007 e dicembre 2008, salvo giudizio negativo». In tutto, il presidente di Swg prenderà dalla Regione ben 251.600 euro. In Liguria (si veda www.regione.liguria.it , cliccando «Lavorare in Regione» e poi «Incarichi professionali»), guadagnano ottimamente anche altri collaboratori, tutti con incarichi fino a fine legislatura. Nella segreteria politica di Claudio Burlano ci sono cinque persone (una è di stanza a Roma) con compensi dai 16.440 ai 59.040 euro annui più spese trasferta Anche il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Ronzitti, si avvale di un segretario a 5.250 euro mensili e hanno il loro entourage di collaboratori anche assessori e vicepresidente di Giunta.

FRIULI E TRENTINO. In passato si erano accese delle contestazioni sull’incarico di Riccardo Breveglieri alle dipendenze della Regione Friuli Venezia Giulia. Alcuni consiglieri avevano interrogato la Giunta per capire cosa facesse in concreto il dirigente della Uisp, Unione italiana sport popolari, consulente in materia di sport e politiche giovanili a 66 mila euro annui per «fornire conoscenze specialistiche sulle problematiche del settore». Anche il Friuli, come la Lombardia, ha speso parecchio per remunerare gli esperti giuridici per l’elaborazione della nuova legge statutaria. I professori Paolo Armaroli, Roberto Bin, Beniamino Carovita, Stefano Ceccanti, Leopoldo Coen e Carlo Fusaro hanno percepito 250 mila euro. Gli incarichi friulani aumentano di giorno in giorno (si veda www.regione.fvg.it ) e l’ultimo stampato è quello di una consulente informatica al costo 64 mila euro. La Regione Autonoma del Trentino Alto Adige ha stanziato 160 mila euro per sette emittenti radiofoniche alle quali commissiona appositi programmi.

VENETO. Più virtuosa la Giunta Galan. Ha affidato tre mini-incarichi e lo stesso Consiglio si è contenuto, anche se attribuisce due incarichi di consulenza, rispettivamente da 25.920 e da 21.840, alla stessa persona, un 48 enne che dall’8 febbraio 2007 al 7 febbraio 2008 deve occuparsi del servizio biblioteca, ma dal 12 novembre 2007 al 31 dicembre 2008 è chiamato anche nel settore economico e del lavoro.

TOSCANA ED EMILIA-ROMAGNA Claudio Martini, Governatore della Toscana, non vuol farsi mancare proprio nulla. E poi, perché rinunciare al criminologo? Così ha incaricato a 28.800 euro il professor Francesco Carrer, con contratto dal primo maggio 2007 al 30 aprile prossimo. Va meglio all’ex consigliere regionale del Psi, Paolo Giannarelli, consulente a 80.538 euro annui, mentre il presidente dell’Arcigay Toscana, Alessio De Giorgi, offre la propria collaborazione a 51.561 euro per il 2008. Altro consulente è Fabio Lenzi, direttore della scuola nazionale Acli, che percepisce 77.208 euro per tutto il 2008 come da delibera del 18 dicembre 2007. Nel 2008 tra Giunta e Consiglio Regionale sono in corso 45 incarichi con una spesa complessiva di un milione e mezzo, compresi i 96 mila euro in tre anni a Mauro Soli, esperto di politiche sociali, che prende altri 38.720 dalla Regione Umbria, per sviluppare un progetto della durata di 10 mesi. La Giunta dell’Emilia Romagna versa 45.190 euro alla società di studi economici Nomisma, presieduta da Gualtiero Tamburini, per una consulenza sul progetto europeo “Interreg 3”, mentre il Consiglio regionale emiliano ha deliberato 13 collaborazioni in tre mesi per quasi mezzo milione di euro.

UMBRIA E LAZIO. Oltre al dottor Soli, la Presidente della Giunta regionale umbra, Maria Rita Lorenzetti, ha affidato nel 2008 altri 10 maxi-incarichi per un totale di 452 mila euro, ai quali aggiungere 50 mila euro per tre consulenze richieste dal Consiglio Regionale. Piero Marrazzo spende 1,2 milioni per 21 collaboratori tra cui spicca Pierluigi Severi, ex prosindaco di Roma, vicino a Franco Frattini nel corso della precedente nomina a Ministro degli Esteri. Severi ha un incarico fino al termine della legislatura di Marrazzo con compenso annuo lordo di 68 mila euro quale componente del collegio degli esperti con «funzione di indirizzo politico e programmatorio della Giunta».

ABRUZZO, MOLISE E MARCHE. In Abruzzo le varie direzioni regionali, hanno in carico 125 tra co.co.co. e consulenti vari per una spesa globale di quasi 3 milioni di euro. Autentico record in Molise dove la Regione paga più di 300 consulenti e collaboratori per un totale che sfiora i 4 milioni di euro l'anno. Il solo Governatore Michele Iorio, già richiamato dalla Corte dei Conti, si avvale di due consiglieri a 75.000 euro ciascuno, un giurista da 27.000 euro un altro collaboratore da 50.000 euro delegato. Il più pagato è però Gaspare Tocci con 82.633 euro annui lordi per coordinamento, organizzazione, del Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici. Il Presidente della Regione Marche, Gianmario Spacca ha scelto al suo fianco il sondaggista Carlo Buttaroni, sociologo e politologo, direttore dell’istituto di ricerca Gpf e Presidente della Tecne, società di studi e ricerche nel campo socioeconomico, cui la stessa Regione ha commissionato una campagna pubblicitaria. A Buttaroni vanno 60.637 euro per il 2008, poco meno rispetto ad Angelo Sciapichetti (58.070), già segretario regionale della Margherita, lo stesso (ex) partito di Spacca. Gloria Lucarini, la prima donna ingegnere dell’Università di Ancona, prende 82.485 euro annui come capo di Gabinetto del Presidente Spacca, con contratto in scadenza il prossimo 31 luglio.

PUGLIA E BASILICATA Il Governatore pugliese Nichi Vendola ha voluto come consiglieri il professore di economia Michele Capriati (66.000 euro), l’avvocato Luca Clarizio (66.000), Francesco D’Ippolito come consulente alla cultura (60.000) e Michele Germano delegato all’Ufficio di Bruxelles (83.520), mentre in Basilicata sono retribuiti oltre cento tra consulenti e collaboratori di Giunta e Consiglio per quasi un milione e mezzo.

CAMPANIA, CALABRIA E SICILA. L’avvocato Severino Nappi è consulente del Consiglio Regionale della Campania a 35.000 euro. Il Consiglio è presieduto da Sandra Lonardo Mastella che ha come avvocato personale proprio il professor Nappi. Tra gli incaricati della signora Mastella c’è anche il professor Pietro Perlingieri, voluto dal marito, l’ex Ministro Clemente Mastella, alla guida della Scuola Superiore della Magistratura di Benevento. Dalla Regione Campania, Perlingieri incassa 36.000 euro. Lista sterminata di collaboratori in Calabria, dove il Consiglio regionale retribuisce più di cento persone tra autisti, esperti, tecnici, con compensi mensili dai 1.500 ai 3.700 euro, tutti scadenti a fine consiliatura. Anche la Giunta presieduta da Agazio Loiero supera abbondantemente quota cento esterni, pagando fino a 76.750 euro annui. La Regione Sicilia dichiara una quindicina di incarichi per oltre 350 mila euro complessivi, mentre la Sardegna non ha reso nota la lista dei collaboratori.

(di Gabriele Mastellarini, Il Mondo, maggio 2008)

MANAGER PARACADUTATI DALLA POLITICA

data: 24/05/2008 18.31.28

... Un discorso diverso può essere effettuato per i ruoli di rappresentanza dell’azionista Tesoro. Via XX Settembre ha sempre affidato questo tipo di incarichi a figure professionali che si sono formate e hanno ricoperto posti di assoluto rilievo nel ministero. È il caso dell’ex ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio (282mila euro), diventato presidente della Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici. Lo stesso dicasi per Nunzio Guglielmino (206.500 euro), vicepresidente di Poste Italiane e già dirigente generale del Dipartimento del Tesoro... Vi è poi lo spazio dei «supertecnici», da sempre vicini a un determinato settore e quindi competenti. Un esempio ne è la direzione generale dell’Ismea, l’istituto che si occupa tanto di ricerche di mercato agricolo quanto di finanziamenti per le imprese del settore. Il direttore generale Ezio Castiglione (330.925 euro), da pochi giorni nominato assessore al Bilancio del Comune di Roma, è stato capo di gabinetto dei ministri delle Politiche agricole Alemanno e De Castro ed è autore di numerose pubblicazioni in materia agraria. Allo stesso livello l’ex presidente dell’Autorità portuale di Genova, Giovanni Novi (198.800 euro), broker marittimo e per dieci anni al vertice dello Yacht club italiano. Infine, c’è un terzo livello rappresentato dall’intersezione tra politica e management degli enti pubblici... È il caso di Mauro Miccio (315mila euro), amministratore delegato di Eur spa (90% Tesoro, 10% Comune di Roma). Miccio è stato consigliere di amministrazione della Rai, di Enel e dell’utility romana Acea, tutte società a maggioranza pubblica. E lo stesso vale per l’ex presidente della Fondazione Biennale di Venezia, Davide Croff (180mila euro), che alla direzione generale chiamò un suo ex collega di Bnl (la ex banca del Tesoro nella quale aveva lavorato per 14 anni, ndr), Gaetano Guerci. I manager «sotto la lente» in queste righe costano circa 3 milioni di euro...

(da Il Giornale, 20 maggio 2008)

MANAGER PUBBLICI, BUSTE PAGA DA 100MILA EURO

data: 24/05/2008 18.23.48

Nel settembre 2006 quando il tandem Innocenzo Cipolletta-Mauro Moretti subentrò ad Elio Catania alla guida delle Ferrovie dello Stato sui giornali circolarono le cifre più disparate sull’entità della liquidazione corrisposta all’ex manager della Ibm Italia. Il Corriere scrisse oltre 4 milioni, Il Sole 24 Ore ipotizzò oltre 8 milioni mentre le associazioni dei consumatori gridarono allo scandalo dichiarando che si trattava di una «buonuscita» da oltre 10 milioni. La deputata radicale Donatella Poretti depositò un’interrogazione alla quale rispose l’allora sottosegretario Tenoni asserendo che «una clausola di riservatezza ne impediva la diffusione». Da ieri la relazione della Corte dei Conti inviata al Parlamento ha tolto il velo: l’ingegner Elio Catania, attualmente presidente dell’Atm di Milano, ha percepito un «trattamento di fine rapporto» di 8.535.089,69 Euro. Si tratta di oltre due milioni in più rispetto alla liquidazione da 6,5 milioni attribuita al predecessore Giancarlo Cimoli quando nel 2004 lasciò le Fs per Alitalia. Non è tutto: il trio dirigenziale Catania-Cipolletta-Moretti nel 2006 ha intascato una retribuzione complessiva di 1.158.843 curo. Nel 2005, invece, al solo Catania era stato attribuito un compenso/emolumento di 1.930.000 curo, mentre per quanto riguarda il 2004 non si hanno notizie giacché «inquadrato quale dirigente di Fs spa». Ma il blitz prodiano sul gruppo che gestisce le strade ferrate non ha prodotto solo questi extra-costi. Nel 2006 «saltò» anche la poltrona dell’amministratore delegato di Trenitalia Roberto Testore. Anche la sua uscita non è stata indolore e la cessazione del rapporto di lavoro è costata 2.354.925,85 euro. Nel 2005 lo «stipendio» dell’ex ad di Fiat Auto si era attestato a quota 863.019,88 curo. Alla fine il compenso più «moderato» si è rivelato quello di Mauro Moretti quando era ad di Rete Ferroviaria Italiana: 496.064 curo nel 2005 e 422.667,37 divisi con il successore Michele Mario Elia nel 2006. La sua retribuzione alle Fs è invece coperta da clausole di riservatezza, ma la Corte dei Conti non ha formulato rilievi.

(da Il Giornale, 21 maggio 2008)

"DIFENSORE POCO CIVICO"

data: 24/05/2008 18.09.01

Cento giorni dopo il suo arresto, Vincenzo Lucariello è tornato nei suoi uffici di Difensore civico della Campania. Era stato e rimane uno dei protagonisti dell'inchiesta che portò all'arresto di mezzo Udeur campano, con accuse che vanno dall'associazione per delinquere fino al concorso in rivelazione del segreto d'ufficio. Lucariello è l'unico caso in Italia di Difensore civico senza laurea. L'incarico gli era stato affidato a ottobre 2004 direttamente da Sandra Lonardo, che rimediò, così, all'inerzia del consiglio regionale da lei presieduto. Un'assemblea che non è stata capace di provvedere alla surroga durante il periodo di detenzione di Lucariello, tanto che Lady Mastella ha dovuto preoccuparsi in prima persona anche della nomina di un difensore civico a tempo determinato. Il provvedimento è del 9 aprile 2008, la pubblicazione sul 'Bollettino Ufficiale' del 21: 12 giorni che sono bastati a far trascorrere i termini per la detenzione. Sul portale della Regione è rimasto sempre il suo nome e il suo diretto. I cittadini quasi non si sono accorti di nulla quando Lucariello, appena libero, è tornato al suo posto prima ancora che si insediasse il sostituto. Un'impresa che forse gli permetterà di non perdere un centesimo della sua indennità, sui 4 mila euro al mese. I campani che sono convinti di aver subito un'ingiustizia sanno a chi rivolgersi.

(l'Espresso, 15 maggio 2008)

I 25.600 EURO MENSILI DEL PRESIDENTE ALTOATESINO

data: 24/05/2008 18.03.20

Se il governatore altoatesino Luis Durnwalder si porta a casa 25.600 euro lordi al mese, ci sono troppi politici che hanno doppi o tripli incarichi, come il consigliere provinciale Hanspeter Munter (20 mila al mese). Ma la lista è lunga...

(da "Casta alla tirolese", l'Espresso, 15 maggio 2008)

GIANNI MINA' E PIERO MARRAZZO

data: 24/05/2008 17.38.23

Titolo: "Minà festeggia: Marrazzo gli regala 84mila euro". La Regione Lazio finanzia le celebrazioni di una settimana per i 49 anni del giornalista; La giunta: "Omaggio per una vita da cronista". Perplesso pure il contabile.

(Il Giornale, 11 aprile 2008)

I TOMBINI DI PALERMO

data: 24/05/2008 16.55.32

C’è anche chi viene pagato per contare, ogni giorno, i tombini di una città. E c’è chi prende lo stipendio per controllare, ogni giorno, quanti sono quei loro colleghi che contano i tombini. Tutti hanno la qualifica di ispettori ambientali. Sono una settantina solo a Palermo e guadagnano 800 euro al mese. Prima erano precari, adesso hanno un lavoro fisso... Denaro investito per sperperare denaro. È il caso di quei settanta lavoratori di “Palermo Ambiente”, azienda costituita tra la Provincia e i comuni di Palermo e Ustica per la gestione integrata dei rifiuti. Formati in un corso finanziato in parte dalla Comunità europea, per sette anni sono stati precari e poi - nove mesi fa - l’assunzione a tempo indeterminato. Una cinquantina di loro ogni mattina esce dall’ufficio, sale in auto e va verso un quartiere. Lì cominciano a contare i tombini e le feritoie sui marciapiedi, quelle per il deflusso delle acque piovane. Poi tornano in ufficio con un foglio zeppo di numeri: la lista dei tombini di Palermo. A volte ricevono l’ordine di fotografarli, uno per uno, rione per rione. Fino a qualche mese fa gli ispettori ambientali andavano in giro per le vie della città a intervistare i palermitani. Dovevano fare solo una domanda, sempre la stessa: “Palermo è sporca o pulita?”. Quell’altra ventina di ispettori ambientali è invece “distaccata” negli uffici con un compito specifico: controllare le presenze dei cinquanta che stanno fuori a contare tombini... Molto tracciate invece le scelte di quelle che una volta erano chiamate le “municipalizzate”, oggi società a partecipazione pubblica come l’Amg (azienda del gas), l’Amia (ambiente), l’Amat (trasporti), l’Amap (acquedotti) la Sispi (servizi informatici) e la Gesip (gestione dei lavoratori precari). Queste aziende hanno fatto 397 assunzioni negli ultimi tre anni, tutte per chiamata diretta. Lo scandalo (non c’è nulla di penalmente rilevante se non per quegli 11 reclutati senza titoli), era esploso una prima volta nell’agosto dell’anno scorso. In un’interrogazione al sindaco Diego Cammarata, il consigliere dei ds Diego Faraone voleva conoscere l’elenco dei lavoratori ingaggiati senza concorso. Dalle società era arrivato un secco rifiuto: “Per ragioni di privacy noi quei nomi non ve li diamo”... Dopo un anno di polemiche qualcuno aveva chiesto anche al difensore civico Antonino Tito un suo intervento, l’avvocato Tito però si è defilato: “Non ho il potere di fare questa richiesta”. Si è scoperto poi che il figlio e la figlia del difensore civico erano anche loro in quell’elenco dei 397 assunti, il primo preso alla Sispi e la seconda alla Gesip... Qualche giorno fa il Garante della privacy si è pronunciato: “In nome della trasparenza, divulgate gli elenchi”. E così ora i nomi della lista stanno per uscire, uno dopo l’altro. Non ce n’è uno solo che non sia parente di qualcuno. Tantissimi sono anche i personaggi minori della politica cittadina che si sono autosistemati, che hanno fatto in modo di essere assunti loro stessi nelle aziende finanziate per intero o per quote maggioritarie dal Comune di Palermo. Ogni ex municipalizzata è un feudo. Per esempio all’azienda del gas ha trovato posto Cinzia Ficarra, moglie di Alberto Campagna, assessore comunale con la delega alle “risorse umane” e alle “risorse non contrattualizzate”, cioè i precari che attendono un lavoro stabile. Gli altri favoriti dalla sorte all’Amg: Antonino D’Arrigo, figlio del consigliere comunale dell’Mpa Leonardo D’arrigo; Eva Benzi, che è la nuora del direttore dell’azienda; Stefano Mileci e Michele Avvinti, tutti e due candidati trombati alle ultime elezioni provinciali, il primo di Forza Italia e il secondo di An. All’Amap è stato assunto Giovanni Puleri, genero dell’assessore regionale al Bilancio Guido Lo Porto di An. All’Amia sono entrati in organico Giuseppe Milazzo, presidente forzista della VI circoscrizione e il compagno di partito Giuseppe Federico, consigliere della II circoscrizione. E poi anche Debora Civello, cognata di Francesco Scoma, il primo degli eletti di Berlusconi alla Regione. La Sispi ha un marchio molto Udc. Il primo degli assunti è stato Antonino Pisano, fedelissimo del governatore Cuffaro. E poi c’è Zaira Cintola, figlia dell’ex assessore regionale al Bilancio Salvatore. Alla Gesip altra infornata di Udc. Tra i figli fortunati di Palermo anche quello di un sindacalista. Si chiama Tiberio Cantafia, suo padre Francesco era il segretario della Camera del lavoro di Palermo fino a quando a giugno è stato eletto deputato per i Ds a Palazzo dei Normanni.

(da la Repubblica, 19 settembre 2008)

UNIVERSITA' D'AOSTA, UN PROFESSORE OGNI 5 STUDENTI

data: 24/05/2008 15.42.21

Per «produrre» un laureato, ai piedi del Monte Bianco servono circa 40 mila euro l'anno, contro i 24-26 mila delle università «virtuose » del Nord Italia. Una cifra elevata, pur nella ricca e autonoma regione Valle d'Aosta, una somma che supera di gran lunga le più lussuose borse di studio per i campus di eccellenza all'estero. Una cifra che si ricava dividendo tra i 299 studenti che nel 2007 hanno ottenuto l'agognato diploma, i 12 milioni di euro delle entrate ricevute nello stesso anno dall' università valdostana senza calcolare le tasse, che qui sono — per scelta — tra le più basse d'Italia. La metà dei contributi pubblici arriva dalla Regione, poco più di un milione ce lo mette il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (ma, del resto, l'ateneo alpino è «libero», cioè non statale, con le sue cinque facoltà e la sua scuola di specializzazione), ciò che avanza arriva da progetti di ricerca o altri finanziamenti pubblici legati a iniziative specifiche. Le sedi sono due, una storica, l'altra appena inaugurata, la terza dovrebbe arrivare tra poco... I docenti, nell'ateneo della Vallée, sono 218, 55 dei quali di ruolo, a fronte di 1.183 studenti iscritti nel 2007/2008: un rapporto tra i più alti d'Italia, quasi 1 a 5, mentre 59 sono gli addetti all'amministrazione, dirigenti inclusi...

(dal Corriere della Sera, 20 marzo 2008)

SUPER-VITALIZIO PER CINQUANTENNI

data: 24/05/2008 15.29.45

Funziona così: l'onorevole in carica da prima della metà degli anni Novanta cominciava a percepire la sua pensione al compimento dei 60 anni, anche con una sola legislatura all'attivo. Se poi, nella sua carriera politica, maturava tre o più mandati e almeno un paio di decenni di contributi, l'età pensionabile si anticipava a 50 anni... Un privilegio in parte annullato per effetto della riforma della regolamentazione interna voluta da Luciano Violante nel '97, quando presiedeva Montecitorio. Le nuove regole? Eccole: vitalizio a 65 anni, anticipabile al massimo a 60 nel caso dei parlamentari di lungo corso. Una riforma che vale a tutt'oggi e che ha in parte riportato la classe politica sul pianeta Terra. Chi c'era da prima del '96, però, s'è tenuto stretto i suoi privilegi. È il caso di Veltroni, ufficialmente in quiescenza, benché sindaco di Roma, all'età di 49 anni, quando ha lasciato la carriera parlamentare dopo quattro mandati a Montecitorio e uno a Bruxelles da eurodeputato... (Tra) gli altri, cinquantenni come l'ex sindaco di Roma, che hanno maturato il diritto al vitalizio secondo il vecchio regolamento... c'è Vittorio Sgarbi. Deputato di Forza Italia fino al 2006, il critico d'arte non è poi più stato rieletto. In compenso, si è rifatto con un vitalizio di 8.455 euro maturato ad appena 54 anni. Ancora più precoce Marco Taradash. Il radicale oggi ha 58 anni, ma è già da un po' di tempo che percepisce da Montecitorio una pensione di 7.709 euro. Dopo dieci anni di contributi, Tiziana Parenti, 57 anni, ha maturato il diritto a un vitalizio di 4.725 euro. Tra i tanti baby-pensionati di Montecitorio, anche il superbanchiere Giancarlo Abete, 57 anni, che riceve un assegno mensile di 6.590 euro... La cinquantasettenne Maura Cossutta, in quiescenza da due anni con 4.725 euro e dieci anni di contributi. E Alfonso Gianni, sottosegretario in quota Rifondazione comunista. Eccoli, i suoi numeri: 58 anni, quindici di contributi versati e 6.590 euro mensili di vitalizio incassati.

(da Libero, 20 marzo 2008)

PIU' ELEZIONI, PIU' SOLDI A PARTITI E MOVIMENTI

data: 24/05/2008 14.25.33

Il 31 luglio Stato staccherà un maxi-assegno di circa 200 milioni di euro. La legge assegna il rimborso di un euro per ogni avente diritto. Dunque 50 milioni di euro. Per Camera. Essendo due le camere, i milioni sono 100. Ed essendo due pure le campagne elettorali (il rimborso scatta per l'intera legislatura, non importa che finisca prima dei cinque anni), ecco che il 31 luglio sarà erogata la terza rata per le Politiche 2006 e la prima per le Politiche 2008. 100 più 100: 200 milioni di euro. Ma questa somma, 200 milioni di euro, ritorna anche in un calcolo che abbiamo fatto considerando i rimborsi a a cui partiti e movimenti politici hanno diritto per le tre ultime tornate elettorali. Le Europee 2004, le Regionali 2005 e le gia' ricordate Politiche 2006. Un oceano che accoglie le piu' diverse specie, vere e non vere, di partiti politici, basta che raggiungano l'1%: 74.

(da il Riformista, 14 marzo 2008)

"ASSEGNO DI SOLIDARIETA' DI FINE MANDATO"

data: 24/05/2008 14.10.15

Lo chiamano assegno di reinse­rimento nella vita sociale, o an­che assegno di solidarietà di fine mandato... A go­dere dell’assistenza pubblica sono i super privilegiati parla­mentari della Casta. O meglio tutti quelli che non sono stati (o non si sono) ricandi­dati, o che pur ricandidandosi alle prossime elezioni non verranno rieletti. A loro - nonostante il reddito extra parla­mentare, da quando mettono piede nell’emi­ciclo, cresca del 51 % - spetterà una somma pa­ri all’80% dello stipendio mensile lordo da de­putato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A decorre­re dall’inizio del primo mandato. Ossia 9.362 euro per ogni anno tra gli scranni di Monteci­torio e 9.604 per Palazzo Madama (ottenuti cumulando il 6,7% di ciascuna delle 12 inden­nità mensili!. Dunque per due soli anni di ser­vizio, ai parlamentari ”trombati” che han de­buttato sotto l’attuale governo, verrà corrispo­sta un’indennità da 18.725 o 19.209 euro. Tut­tavia molti di coloro che non torneranno in Parlamento vi sedevano da numerose legisla­ture, e dunque l’aiutino per “reinserirsi” somi­glia qui a un terno al lotto. Ad esempio su uno come Mastella, che lasciasse la Camera dopo 32 anni filati, pioverebbero 300.000 euro. Inu­tile dire che questo ennesimo sperpero farà schizzare il budget dei palazzi del potere. Alla voce assegno di fine mandato, nel bilancio 2008 il collegio dei questori ha preventivato 8.5 milioni di spese straordinarie solo per il Sena­to. E il totale delle Camere sfiorerà i 25-30 mi­lioni, considerato il forte ricambio generazio­nale nelle candidature, per effetto di quote ro­sa, tetto dei due mandati, stop agli indagati e fine delle grandi alleanze.

(da Libero, 12 marzo 2008)

CATANIA, PROVINCIA BIS: 500 ASSUNTI IN 3 ANNI

data: 24/05/2008 1.14.58

Una delle creature di Raffaele Lombardo cresciute più in fretta si chiama «Pubbliservizi», società di servizi il cui principale committente è proprio la provincia di Catania. Nata nel 2005 si è fatta grande in poco tempo: ha 500 dipendenti e costa al bilancio provinciale 15 milioni di euro. Dentro c'è un esercito di guardiani, giardinieri, custodi e addetti alle pulizie: molti sono ex lavoratori di cooperative transitate sotto l' ombrello della provincia, altri sono stati assunti per chiamata diretta. Un modo semplice per assumere a tempo indeterminato personale che si considera a tutti gli effetti dipendente della provincia senza dover espletare concorsi e osservare blocchi alle assunzioni. Andando avanti così quella che molti chiamano «la provincia due» si avvia a contendere il primato di dipendenti alla «provincia uno» con i suoi 760 assunti...

(dal Corriere della Sera, 26 febbraio 2008)

COMUNE DI TORINO, FONDAZIONI E POLTRONE

data: 24/05/2008 0.43.17

"Fondazione Pro Cuoio", "Principessa Laetitia", "Casabell", "Massone di Recco", "Centro di alti studi sulla Cina contemporanea", "Centro piemontese di Studi africani", ecc.: in ognuna delle sopracitate Fondazioni il Comune di Torino nomina almeno un suo rappresentante. Contando solo quelle per le quali viene sganciato da un euro a migliaia di euro, sono 179 persone sparse in 129 enti che, secondo calcoli di Agostino Ghiglia, capogruppo di An, costano alla collettività circa 3 milioni in indennità ed emolumenti... Per mettere ordine in una materia tanto complessa, a Palazzo Civico c'è un apposito ufficio, quello delle Partecipazioni aziendali affidato al dottor Renzo Mora, il quale ogni anno cura la pubblicazione di un volumone di 510 pagine con l'elenco di tutte le partecipazioni. L'ufficio di Mora si occupa anche di tutti i contratti di servizio (importo complessivo, 250 milioni) che il Comune ha in piedi con una decina di società, da Smat a Amiat a Iride e Gtt, dove nomina un bel pacco di persone...

(da La Stampa del 14 febbraio 2008)

"DEPUTATI FANTASMA"

data: 24/05/2008 0.27.17

Cinquanta deputati con solo poche decine di proposte di legge al loro attivo. Ed oltre sessanta senza aver mai presentato un'interrogazione o una mozione... Alcuni arrivando anche a non presentare nemmeno una mozione o un'interrogazione come nel caso di Ferdinando Adornato o di Peppino Caldarola... Sul fronte delle proposte di legge sono cinque i deputati, tutti provenienti dall'Unione, che ne hanno presentato solo una e tra questi anche un pezzo da novanta come Ciriaco De Mita... Fermo ad una sola proposta anche il democratico Mario Barbi...

(da Il Tempo, 12 febbraio 2008)

LEGISLATURA TRONCATA MA "RIMBORSI" PIENI

data: 23/05/2008 23.25.54

Trecento milioni di euro. È il costo aggiuntivo delle elezioni del 13 e 14 aprile, o meglio della fine traumatica della legislatura. Sono i soldi dei rimborsi elettorali che i partiti continueranno a riscuotere nei tre anni che mancano alla fine naturale della XV legislatura e che si accumulano con i nuovi rimborsi elettorali a cui avranno diritto per il fatto stesso di correre ed avere eletti alle urne tra due mesi. Trecento milioni, più precisamente 49.964.574,57 euro all' anno per ogni Camera da dividere tra tutti i partiti: un euro all' anno per ogni voto alla Camera e un euro per il Senato. Vale a dire che ogni elettore, o meglio ogni cittadino iscritto alle liste elettorali, anche se non vota, vale 10 euro a legislatura, con le elezioni anticipate di aprile, varrà 16 euro per la prossima. L'inghippo è nascosto al secondo comma lettera a) del quattordicesimo capitolo dell' articolo 39 della legge 51 del 2006, approvata poco prima delle ultime elezioni, proposta dal ministero dell' Economia di Giulio Tremonti con il patrocinio bipartisan dei partiti e dei loro tesorieri: in caso di elezioni anticipate i rimborsi, versati di anno in anno, «non si interrompono». Una riga, in mezzo a norme per il Belice, per i perseguitati politici, il catasto e il disarmo chimico.

(dal Corriere della Sera,7 febbraio 2008)

DATA DELLE ELEZIONI E PENSIONI DEI PARLAMENTARI

data: 23/05/2008 23.13.55

"La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione".

(dichiarazione alle agenzie di Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega Nord, 6 febbraio 2008)

"PIU' DURAVA L'EMERGENZA, PIU' SI GUADAGNAVA"

data: 23/05/2008 23.08.22

L'emergenza rifiuti è stata l'occasione per far guadagnare cifre «inimmaginabili » a chi lavorava negli anni scorsi al commissariato straordinario, dove durante la gestione Bassolino i subcommissari hanno ricevuto compensi pari anche a novantacinquemila euro al mese e non c'era quindi alcun interesse a risolvere la situazione. È questo uno dei punti centrali della requisitoria dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo durante l'udienza preliminare per il rinvio a giudizio del governatore della Campania Bassolino, dei vertici di Impregilo e di alcuni ex rappresentanti del commissariato.I pm hanno citato i casi più eclatanti: il subcommissario Vanoli percepiva un milione e cinquantamila euro all'anno, i subcommissari Paolucci e Facchi, compensi tra gli ottocento e i novecentomila euro. La stessa situazione si sarebbe verificata anche quando commissario era il prefetto Corrado Catenacci, che in una intercettazione telefonica allegata agli atti del procedimento e citata dai pm, si lamentava con l'interlocutore, perché il suo stipendio era di cinquemila euro mensili, mentre due tecnici della struttura commissariale intascavano cifre pari a un miliardo di lire all'anno. Con compensi così alti, sostiene la Procura, è chiaro che «più durava l'emergenza più si guadagnava», e quindi la gestione commissariale non avrebbe avuto affatto interesse a superare la crisi...

(da una corrispondenza da Napoli, Corriere della Sera, 6 febbraio 2008)

Naviga